Anche il fuoco ha paura di me

Anche il fuoco ha paura di me

Theo è seduto di fronte a Metello Mazzoni, vede la pistola che ha tra le mani ma non può reagire essendo stato legato e imbavagliato. Metello glielo legge negli occhi ciò che sta pensando. Ma lo tranquillizza. Non è un pazzo anche se ha tutta l’intenzione di farlo partecipe di quella che a prima vista può sembrare una follia. Lui non deve però temere, deve solo avere pazienza di ascoltare. Prima di ammazzarlo infatti gli racconterà ogni cosa per filo e per segno. Tutto è incominciato a Lemuria, paesino della Bassa emiliana a metà strada tra Bologna e Ferrara, resa famosa dalle gesta della rock star internazionale Minosse e dal Festival dei romanzi viventi, durante il quale i locali recitano a turno opere intere di letteratura e poesia precedentemente mandate a memoria. È qui che Metello è cresciuto, inanellando fin dalle elementari una colossale sequenza di umiliazioni e sberleffi, sopratutto grazie all’amore mai corrisposto con la bella Alice, storica e inossidabile fidanzata di Ulisse Mondani. Ed è da lì che il ragazzo oramai maggiorenne decide finalmente di scappare, scegliendo Ferrara come meta per il suo percorso universitario, pur di affrancarsi da quell’orrendo paesino che lo ha oramai marchiato a fuoco e dove decide di tornare, stile Grande Gatsby, solo dopo che avrà raccolto abbastanza fortuna, soldi e fama per conquistare finalmente il cuore della sua amata Alice...

Un monologo incessante e incalzante quello che ci sbatte in faccia l’inossidabile Gianluca Morozzi, per raccontarci le gesta dell’antieroe Metello Mazzoni, sfigato provincialotto pronto all’occorrenza a smettere occhiali e sfiga da nerd e indossare lenti a contatto verdi per trasformarsi come nella miglior tradizione dei supereroi Marvel nel suo alter ego di successo Lando Krol, famosissimo attore hollywoodiano di cui scopre essere il sosia naturale, al punto da convincersi che quella incredibile somiglianza potrà rappresentare per lui non soltanto un’opportunità professionale ma sopratutto il suo personalissimo e imprescindibile riscatto sociale e amoroso. Solo che all’apice del suo momento di gloria, la situazione per uno strano gioco del destino gli sfuggirà ampiamente di mano, rendendo il suo piano di rivalsa molto più complicato del previsto. Morozzi padroneggia stile, storia e ritmo da autentico bomber della carta stampata lasciandoti come al solito incollato alle pagine in trepidante attesa, fino all’ultima riga. E come al solito spiazza e crea osmosi modellando finali mai scontati e telefonati, arrivando questa volta a piazzare la carica di tritolo addirittura a ridosso dei titoli di coda. Certezza!



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