Andromeda

Andromeda

Un satellite americano segreto precipita nei pressi di un paesino dell’Arizona, Piedmont. Quasi istantaneamente gli abitanti muoiono tutti, contaminati da un agente patogeno extraterrestre di natura sconosciuta: sopravvivono soltanto un vecchio alcolizzato ed un neonato di pochi giorni. Il governo degli Stati Uniti attiva subito il Progetto Wildfire, che prevede l’analisi di forme di vita aliena da parte di un’equipe selezionatissima di scienziati all’interno di una struttura sotterranea completamente isolata e programmata per autodistruggersi mediante esplosione termonucleare in caso di contaminazione. Gli scienziati, guidati dal Nobel Professor Stone, devono scoprire perché il vecchio ed il neonato, diversissimi tra loro, sono immuni, isolare il germe e capirne le caratteristiche prima che il contagio da Piedmont si sparga in tutto il mondo e prima che le terribili procedure militari previste in casi come questi vengano messe in atto, uccidendo milioni di persone...

Con questo avvincente romanzo, Michael Crichton, sul finire dei Sixties, inaugura il genere letterario che farà la sua fortuna, quella sorta di docu-fiction a sfondo scientifico che ne è il marchio di fabbrica inconfondibile. Andromeda ha già quasi tutte le caratteristiche fondamentali di questo stile (non ultimo il fatto che ne è stato tratto un film per la regia di Robert Wise che ottenne anche una candidatura all’Oscar), e ne è anzi uno degli esempi più riusciti: l’emergenza scientifica (in questo caso biologica) tenuta segreta all’opinione pubblica, il manipolo di scienziati selezionati per affrontare situazioni del genere (e come in Sfera inadatti per qualche variabile non considerata), la gran quantità di fascinosi reportage su questa o quella scoperta o teoria. Memorabile in tal senso in queste pagine il racconto che Crichton fa dell’epopea segreta del Kalocin, nome in codice K-9, l’antibiotico totale prodotto nel 1965 dalla Jensen Pharmaceuticals. Una pillola che fermava cancro, leucemia, polio, idrofobia, ogni tipo di funghi e parassiti, ogni specie di batteri. E per di più con modesti effetti collaterali. Presi dall’entusiasmo, e malgrado il dissenso di eminenti biologi, i tecnici della Jensen avviarono la sperimentazioni su quaranta pazienti-cavie: gli uomini guarirono senza eccezioni dalle loro malattie, ma appena la cura fu interrotta, morirono in modo orribile nel giro di sei ore. Tutti. A chi non ha ancora letto Andromeda il piacere di scoprire perché questo avvenne: e soprattutto il gusto di immergersi in una avventura appassionante, stimolante, che tiene incollati fino alla parola fine, mentre seguiamo gli sforzi della mente umana per comprendere ed affrontare uno dei pericoli più tremendi della storia, l’uccisore silenzioso venuto dallo spazio, Andromeda. Con la amichevole partecipazione – per gradire – di un paio di bombe termonucleari pronte ad esplodere.



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