Aneddoti infantili

Aneddoti infantili
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Elsa da bambina era la prima della classe. Le altre bambine le mettevano in tasca, per accattivarsela, torroncini e altri regali, ma lei - che oltre a saperla già lunga sulla scrittura (era continuamente lodata dalla maestra per i suoi “poemi”) - la sapeva già lunga anche sulle persone. O almeno aveva già l’occhio critico, evitava le moine delle compagne preferendo la compagnia del figlio della maestra, che non assumeva un’aria saccente ma “si confidava su cose umane” e che “dal mio pianeta deserto e corrusco, mi riconduceva per vie segrete alla terra”. Spietata nel giudicare gli altri, Elsa lo era anche nel giudicare se stessa. A sette anni era già una grande peccatrice. Già i capelli, che “come accade alla gente capricciosa, si torcevano in ricci” erano il segno lampante di un animo peccaminoso. Lo stesso animo che le faceva inventare “giochi feroci” da fare con l’amichetta “patrizia” Giacinta, che l’amava e di cui però la piccola Elsa non poteva fare a meno di essere gelosa…

C’è stato un periodo, prima di Menzogna e sortilegio, in cui Elsa Morante scrisse prevalentemente prose brevi, poi del tutto accantonate in favore dei romanzi. Più di cento tra racconti, aneddoti, fiabe e cronache di vario tipo, pubblicati su varie riviste sotto vari pseudonimi. La Morante selezionò pochissimi di questi pezzi: i pochi racconti de Il gioco segreto e de Lo scialle andaluso e la favola Le straordinarie avventure di Caterina. Einaudi ripropone qui quindici brevissimi racconti (dodici erano già stati pubblicati in Racconti dimenticati) apparsi su «Oggi» per la rubrica «Giardino d’infanzia» che la Morante tenne dal giugno 1939 al gennaio 1940. Che la scrittrice abbia sempre avuto un’attenzione particolare per l’infanzia e la memoria è cosa nota, qui risalta la vocazione precoce per l’osservazione e la narrazione; ma anche l’ironia, la ferocia e la consapevolezza di quegli anni, che nulla o quasi hanno di spensierato (“Mia madre raccontava, traboccante di legittima baldanza, che all’età di due anni e mezzo, girando intorno alla tavola, avevo composto il mio primo poema in versi sciolti. Ed io covavo un empio rancore contro di lei, che aveva partorito un simile prodigio”). Una piccola pubblicazione preziosa per i lettori della Morante, che tuttavia avrebbe tratto giovamento da una prefazione o da qualche nota. Insomma, un’edizione davvero scarna per raccogliere una piccola produzione inedita di un’autrice così grande e complessa, non sempre immediatamente comprensibile in tutte le sue sfaccettature.



 

 

 

 
 
 
 

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