Angel

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Alla viziata e indolente Angel Deverell non è mai interessata la lettura, ma scrivere le riesce facile. Ha una straordinaria fantasia, nonché la capacità di raccontare bugie perfettamente credibili. Per dirne una, sostiene di essere colei che erediterà un giorno la splendida Paradise House. Nell’immaginazione può davvero camminare nella splendida villa come fosse sua, tra curatissimi roseti, cavalli e candidi pavoni, orde di servitori ai suoi ordini. Una vita ben diversa da quella che lei e sua madre conducono nel grigiore di Volunteer Street, nel quartiere più povero di Norley, in una casa buia e opprimente. Angel potrebbe continuare a crogiolarsi nelle proprie illusioni per sempre per sfuggire alla realtà, ma quando le sue menzogne vengono a galla, sua madre e la zia Lottie, dama di compagnia della vera proprietaria di Paradise House, rinnegate e deluse, minacciano di non rivolgerle più la parola né pagarle gli studi. Meglio così. Angel, distaccata e superba, vede un futuro diverso e scintillante davanti a sé e non ha alcuna intenzione di tornare a scuola. Sa bene quel che vuole fare, l’unica cosa che potrà renderla felice: diventare una scrittrice famosa. In pochi giorni di febbrile esaltazione vede la luce Lady Irania, il suo primo romanzo, e qualcuno alla casa editrice Gilbright & Brace ritiene che le assurde, leziose fantasie di Angel potrebbero avere grande successo...

Angel, pubblicato per la prima volta nel 1957, ha consacrato Elizabeth Taylor nell’olimpo delle maggiori scrittrici inglesi del dopoguerra. A ragione, aggiungeremmo. Con pungente ironia, l’autrice dà vita a una protagonista indimenticabile, Angel Deverell, sottilmente diabolica a dispetto del nome, l’anti-eroina per definizione: testarda, viziata, scontrosa, teatrale, poco avvenente e superba, l’incubo di ogni madre (e di ogni editore). La sua storia è in parte inscrivibile nella tradizione del romanzo di formazione, ma di formazione, in realtà, ce n’è ben poca. Determinata e piena di sé, Angel non è proprio in grado di cambiare o imparare dai propri errori, la sua è una continua involuzione nelle spire di una delirante fantasia. Le fantasticherie illusorie e scintillanti che riversa nei suoi romanzi, l’ombra di un amore che ottusamente vuole credere sincero e profondo, sono una morsa stringente in cui lei stessa si rinchiude fino a rimanervi intrappolata. La Taylor, originale “Jane Austen alla rovescia”, non manca di inserire in filigrana sagaci frecciatine ai costumi della contemporaneità, al perbenismo, all’elitarismo, nonché tematiche più profonde, in chiave ironica (lo sdegnoso rifiuto della guerra o la vivace difesa del vegetarianismo, per citarne un paio) e filtrate attraverso lo sguardo distaccato ed egocentrico di Angel. Il lettore all’inizio non proverà molta simpatia per lei: ma poi non potrà fare a meno di intenerirsi per quest’animo orgoglioso, attorno al quale ruotano personaggi pieni e a tutto tondo, e seguire le sue vicende, con partecipazione, sino alla fine.



 

 

 

 
 
 
 

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