Anima latina

Anima Latina
Un disco di Battisti. Lo ascolti, e non capisci come possa essere targato 1974. Quei suoni che non erano di quel tempo, che lo sfidavano, osando proposte innovative. Il gioco di rimandi con il viaggio in Sudamerica, l’inserimento di nuovi strumenti vicini alle sperimentazioni della musica elettronica e progressiva, la lunga permanenza in studio per la fase di postproduzione, rendono quest’album un punto di svolta nella produzione del cantante di Poggio Bustone. Anima Latina è il disco che segna la definitiva presa di distanza dal periodo pop per entrare nella fase più speculativa e di ricerca: il preludio allo scioglimento del sodalizio con Mogol e al proseguio della carriera affiancato dai testi filosofici di Pasquale Panella. Anche se di difficile ascolto, il disco rimane in classifica per 65 settimane: un record per Battisti. Come spiegare questo successo? Chi ha contribuito alla costruzione di questo capolavoro underground? Che ci azzecca un disco di questo tipo con i nomi in voga in quel periodo (Mina, Patty Pravo e Ornella Vanoni sono infatti nella top 5 italiana ‘74)?
Il libro di Renzo Stefanel, critico musicale e giornalista, tenta di scavare nei solchi di quel vinile, analizzando ogni traccia sia dal punto di vista armonico che dal punto di vista semantico dei testi. Anche se in certi punti le progressioni degli accordi non diranno molto al lettore occasionale e non specializzato, le interviste ai musicisti, ai tecnici e allo staff che ha ruotato intorno a questo disco non sono solo un modo di sapere qualcosa di più sulla produzione battistiana, bensì si rivelano una traccia storica di come e cosa significava fare musica in quegli anni. La costruzione di un disco del genere non è stata solo un gran lavoro di studio, ma ha radunato le anime più interessanti del panorama musicale italiano in una compagnia che non era solo lì per suonare ma per divertirsi, tanto che in una partitella di calcio postprandiale Battisti si è rotto pure un piede. Un modo di fare gruppo (pur non essendolo) che oggi sarebbe impensabile, almeno a livelli così elevati. In più ci sono i ricordi di quegli anni, le classifiche, la divisione sociale netta tra destra e sinistra, uno zeitgeist che vale la pena ricordare per capire quanto in pochi anni siano cambiate le mode e le persone. "Anima Latina" non è solo un disco, è un modo di vedere e conoscere meglio il nostro passato. E forse futuro.

 

 

 
 
 
 
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