Anime alla deriva

Anime alla deriva
James Farrel ha appena compiuto settant'anni. Vive in un maestoso castello in Cornovaglia. Sua moglie Sarah, fino a poche ore prima alle prese con l'organizzazione di una festa a sorpresa per lui, è ora morta. Per la polizia non ci sono dubbi: la donna si è suicidata. Ma è lo stesso James a confessarci che in realtà è stato lui ad ammazzarla. Ora è solo in casa. Si sente lucido, privo di sensi di colpa o particolari paure. Ha solo il drammatico bisogno di riflettere, di ricostruire e analizzare il quadro nel suo intero divenire. Con la massima sincerità e pulizia, senza più filtri o menzogne. Non ha molto tempo però. A breve inizierà la lenta e inevitabile processione di parenti, amici, conoscenti e curiosi. Tutti al suo capezzale per commemorare la defunta, per cercare un senso, una spiegazione plausibile, per scovare, magari nel suo sguardo, una traccia di quella inspiegabile e dolorosissima tragedia. E lui dovrà essere pronto a recitare la parte del vedovo affranto, abbattuto dal dolore di un disgrazia tanto brutale quanto inaspettata. Prima di tutta questa messa in scena perciò James deve assolutamente riflettere, con estrema calma e lucidità, deve riuscire a comporre il puzzle tutto da capo. A partire dai cinquant'anni di vita precedente, a partire dalla spensierata gioventù, dai suoi ventidue anni, quando tutto ha avuto inizio. Quando egli, giovane violinista di talento e belle speranze, per sfuggire all'ennesima discussione famigliare sulla necessità di cercarsi un mestiere più sicuro e stabile di quello di musicista, va a Hyde Park, dove, in un fortunoso incontro, vede per la prima volta Ella Harcourt - cugina della sua futura moglie Sarah - una fanciulla tanto bella quanto inquieta. Una donna capace in pochi minuti di sconvolgerlo di passione, di infiammarlo di desiderio, capace sopratutto di segnargli inevitabilmente il destino, trascinandolo suo malgrado in una favola moderna dal sapore ottocentesco, una saga familiare che parte da lontano, una storia che come tutte le fiabe, lo risucchierà in un vortice di amore, gelosia, tradimento e morte...
Anime alla deriva ha rappresentato il fortunato esordio narrativo per l'allora giovanissimo Richard Mason, diventando immediatamente un fortunatissimo bestseller internazionale. E gli ingredienti in effetti ci sono tutti. C'è il castigo, il perdono, la gelosia, l'amicizia, la giovinezza, l'abbandono. Ma sopratutto c'è l'amore, vissuto e raccontato in tutte le sue forme, fino alle più estreme, le più drammatiche, fino all'espiazione, all'autodistruzione. Un romanzo dai toni quasi epici, ambientato in luoghi evocativi e immaginifici, come la Cornovaglia o la Praga autunnale degli artisti, una storia corale diretta con grossa padronanza stilistica dal giovane scrittore inglese di origine sudafricana. Forse l'eccessiva cipria ottocentesca spruzzata da Mason su personaggi e luoghi, rende esageratamente melodrammatico il tutto, togliendo un pizzico di luce e veridicità alla fiction. Ma nulla toglie alla tensione narrativa di una vicenda coinvolgente perché capace di smuovere e far vibrare le corde delle passioni più recondite di ognuno di noi.

 

 

 

 
 
 
 
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