Anime galleggianti

Anime galleggianti

Il viaggio su una zattera, la discesa di un canale fino ad arrivare al mare, approdo finale di un viaggio mistico. È senza dubbio uno dei sogni che ogni bambino coltiva, insieme a quello di avere una casa sull’albero o un giardino segreto. Luoghi appartati in cui far crescere le proprie solitudini e le proprie fantasticherie, dove godere della pace. Massimo, un giorno come un altro, mentre è in auto sulla Modena-Brennero per puro caso lascia cadere l’occhio sul cartello “Canale Tartaro”. Sottopelle gli nascono un’irrequietezza che non sa spiegare, una voglia di scoprire dove va a finire. Basta poco, qualche ricerca e si scopre che è lungo centotrenta chilometri, navigabile da Mantova al mare. La proposta a Vasco arriva nei camerini dopo un concerto e incontra subito il favore del giovane collega. Su Piergiorgio Casotti, fotografo che conosce da una vita, Massimo sa già di poter fare contare senza nemmeno chiedere. La partenza è da Governolo, in provincia di Mantova, dalla rimessa dei Reggiani che fanno loro la gentilezza di prestare una zattera in alluminio. Che cosa c’è attorno al Tartaro? Una regione che non esiste chiamata Polesine, un’Amazzonia immaginaria incomprensibilmente non toccata dal turismo, ma forse tutto sommato è meglio così. Furti di motoscafi, pescatori di frodo che vengono in quest’angolo di paradiso a prendere pesci siluro da cento chili - in Italia nessuno sa cosa farne, ma in Romania li cucinano con molte spezie - , i colori accesi degli alberi autunnali, postazioni di pesca perfette con capanne che sbucano fra le fronde. Tutto ciò prima di arrivare al mare, l’approdo, il discrimine fra l’evoluzione progressista del mondo e dei romagnoli e che invece non ha intaccato affatto gli emiliani. In un posto del genere è facile perdere le coordinate spazio-temporali…

Dalla pianura al mare tagliando per i campi: è l’itinerario seguito da Vasco Brondi e Massimo Zamboni e dal fotografo Piergiorgio Casotti, ma anche il sottotitolo di Anime galleggianti. Brondi è forse il cantautore più talentuoso del panorama indie italiano, il suo progetto Le luci della centrale elettrica è fra i più interessanti della musica nostrana, e le sue incursioni letterarie passate sono state molto apprezzate. Zamboni è stato negli anni Ottanta e Novanta un’icona del punk rock emiliano, chitarrista dei CCCP (“il gruppo migliore e più controverso della storia della musica in Italia” per Brondi) e poi dei CSI, con al fianco il frontman Giovanni Lindo Ferretti. Recentemente si è reinventato scrittore con successo. Il loro romanzo a quattro mani è un elogio della lentezza, un viaggio onirico più che un reportage. L’idea, folle e geniale allo stesso tempo, è di Zamboni, e nasce per caso. Quando la propone a Brondi è poco più che una boutade, che ben presto ha assunto molta concretezza proprio per l’intraprendenza dell’autore ferrarese. Perché è ricaduta proprio su di lui la scelta di Zamboni? Perché come lui ama e odia la pianura padana, un luogo di sviluppo industriale autoreferenziale, un luogo – per citare un album famosissimo dei CCCP – di socialismo e barbarie, dove forse si sa troppo poco di ciò che c’è al di fuori, senza neanche andare troppo lontano. E così accade che un posto magnifico come il canale Tartaro sia ignoto ai più, mentre forse è l’unico posto al mondo dove è possibile trovare gente felice. Non c’era musica a far loro compagnia, solo il rumore del silenzio, della natura e dello scafo che accelerava, con Vasco che (pensando di non essere sentito) cominciava a cantare. Quello che il paesaggio quasi incontaminato fa venire in mente sono le visioni fotografiche di Ghirri, le parole di Celati, le suggestioni cinematografiche di Antonioni. Quale potrebbe essere il naturale proseguimento di questa esperienza? Per ammissione dei due artisti, forse si potrà musicare questi flussi di pensieri e portarli in tour, magari montando il materiale di Casotti per aumentarne la capacità evocativa.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER