Anime nel futuro

Anime nel futuro
Alan (ma anche Adam, o Andy) è un uomo di mezza età un po' bizzarro: per la sua incostanza professionale (ha gestito una libreria, un negozio di collezionismo e una galleria antiquaria e ora vuole fare lo scrittore ma rigorosamente senza pubblicare niente), per i suoi modi cerimoniosi e un po' demodè, per la sua mania del fai-da-te, che lo porta a ristrutturare una casa intera da solo (una casa-casa, dalle fondamenta al tetto, non un semplice appartamento, attenzione) in pochi giorni e a riempirla di scaffalature di legno raccolte qua e là, riciclate e rimesse a nuovo per poi inzepparle tutte di decine di migliaia di libri, ma soprattutto perché è figlio di una montagna e di una lavatrice. E' nato e cresciuto nelle viscere di suo padre (accoglienti ma un po' spartane grotte buie), cullato dal rollìo della centrifuga di sua madre, assieme a una stirpe di goblin e golem fatti di roccia e ai suoi fratelli, il malevolo Doug (ma anche Dan, David, Davey, Dearborne), l'isolotto - sì, avete letto bene, isolotto! - Charlie (ma anche Clem, Carlos, Cory), il riflessivo Billy (ma anche Bob, Brad, Benny) e uno strano essere-matrioska costituito da tre fratelli uno dentro l'altro: Eugene (ma anche Edward), Frederick e il piccolo George (ma anche Gregory). La nuova casa di Wales Avenue piace molto ad Alan anche per i suoi vicini, un gruppo di giovani apparentemente normalissimi ma che nascondono qualcosa. Per esempio il chitarrista Krishna prende subito in antipatia senza motivo il nuovo arrivato, e lo tratta con insolita malvagità, mentre la giunonica fanciulla che Alan ha ribattezzato Mimi nasconde un segreto: due ali sulla schiena che periodicamente si taglia alla radice ma che ricrescono sempre. Mentre il bizzarro gentleman di nome Alan sta cercando di approfondire la conoscenza con i ragazzi della casa accanto (ma soprattutto con Mimi) e sta mettendo insieme con l'hacker punkabbestia Kurt un rivoluzionario sistema di copertura gratuita wi-fi di tutta Londra, viene contattato dai suoi fratelli-matrioska: George (ma anche Gregory) è scomparso, e si sospetta che sia stato rapito dalla mummia rinsecchita di Doug, che ora minaccia di vendicarsi anche di Alan. Una notizia inattesa, perché Doug è morto, ucciso tanto tempo prima dai suoi stessi fratelli per punirlo dei suoi atti malvagi...
C'era una volta il cyberpunk, e ora non c'è più. Il canadese Cory Doctorow, "figlio di due insegnanti trozkisti", come ama dire di sé, guru della bibbia dell'hi-tech Wired e co-editor di boingboing.net, uno dei blog più seguiti del mondo, ha deciso di ridefinire il genere ibridandolo con un realismo magico portato alle estreme conseguenze e con una commedia sofisticata tutta humour anglosassone. Il risultato è una sorta di fiaba postmoderna che ricorda il Neil Gaiman romanziere, ma con in più una profonda fascinazione per la tecnologia retaggio del William Gibson che fu: merito del background professionale e culturale dell'autore, fanatico di science-fiction e di informatica fin dall'infanzia. Romanzo sorprendente e spiazzante (tanto da rivelarsi pieno di passaggi di difficile interpretazione per il lettore non avvezzo a esperimenti letterari tanto arditi), con personaggi chiamati in modi diversi di pagina in pagina ed eventi via via più surreali ma inseriti in un ambito del tutto consueto e trattati con la serenità che si riserverebbe al plot - che so - di una fiction con Lino Banfi, Anime nel futuro (perché un titolo così distante dall'originale Someone comes to town, someone leaves town?) è una boccata d'aria fresca in un panorama letterario stantio e privo di coraggio. Due punto zero.

 

 

 

 
 
 
 
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