Anna Bolena – L’ossessione del re

Anna Bolena – L’ossessione del re
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1501. Nel castello di Hever, campagna di Kent, nasce Anna. La sua infanzia è caratterizzata dal confronto continuo con la sorella maggiore Mary, secondo molti la più bella tra le due anche se la meno intelligente, arguta e spigliata. Tra loro c’è poco in comune, se non parecchia invidia reciproca. Poi c’è George, il fratello minore, quello più simile a Mary. La piccola Bolena riceve l’educazione prevista per il ceto sociale a cui appartiene, tra grammatica, storia, danza, musica. È il padre a scegliere lei per rappresentare la famiglia al cospetto di Caterina, la moglie del re Enrico. Anna diventerà la sua dama di compagnia e per farlo dovrà studiare ancora, imparare le buone maniere, quelle degne del ruolo a lei assegnato. Nessuno ha previsto che proprio lei, con quel “difettuccio” a una mano, dalla bellezza meno evidente rispetto alla sorella, folgorasse letteralmente il re Enrico. Nessuno ha mai pensato che proprio lei potesse diventare l’ossessione del sovrano…

La figura di Anna Bolena ha sempre portato con sé un’aura di mistero, di mito. Su di lei sono innumerevoli gli approfondimenti storici, altrettanti quelli romanzati: una fonte di ispirazione per letteratura, grande e piccolo schermo. Con Anna Bolena. L’ossessione del re Alison Weir aggiunge un altro tassello al suo lavoro storico e romanzesco sulle sei mogli di Enrico VIII. Un tassello tra i più intricati, intriganti e affascinanti, sia per la storia in sé che per il periodo storico. Nel suo romanzo emerge già dal titolo il fulcro centrale della storia e della Storia: l’ossessione, quella di Enrico VIII. Emerge la sua follia, la sua brama di avere di più e di più, iniziando dalle donne, che lo stancano molto in fretta. Pur essendo a tratti “rallentato”, soprattutto nella seconda parte, il romanzo di Alison Weir ci restituisce eventi e personaggi storici in modo accurato, soffermandosi sui loro aspetti più intimi, a partire proprio dalla figura di Anna, che incarna lo spunto di lettura della figura di Enrico VIII. La Weir si discosta dalla rappresentazione classica di Anna: non è l’Anna Bolena dipinta come la donna innamorata follemente del re. In realtà, dal punto di vista di Alison Weir, Anna è fredda, calcolatrice e ha un solo pensiero: il potere. Quello che le darà il suo re. Almeno per un po’.



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