Annientamento

Annientamento - Trilogia Area X

Quattro donne. Una biologa, un’antropologa, una topografa e una psicologa. Quest’ultima è al comando della spedizione, la prima a entrare nell’Area X da oltre due anni. Hanno viveri per sei mesi, pistole coltelli e un fucile d’assalto, ma niente videocamere o telefonini. Tutte hanno ricevuto in dotazione un piccolo diario di carta impermeabile, e sono tenute a scriverci i loro pensieri. Non si chiamano mai per nome: i nomi appartengono al posto da cui vengono, non all’Area X. Trent’anni prima quella era un’oasi naturale vicino al mare e nei pressi di una base militare. Poi è successo “qualcosa” – la versione ufficiale è una catastrofe ecologica circoscritta dovuta a un esperimento andato male – e la zona si è “chiusa” agli esseri umani. Solo dopo due anni gli scienziati della Southern Reach, l’Agenzia governativa segreta che sbriga tutte le questioni legate all’Area X, hanno trovato il modo di penetrare nella zona, dove nel frattempo flora e fauna stavano mutando incontrollabilmente e strani fenomeni fisici erano in atto. Le mutazioni non si sono mai fermate. Questa è la dodicesima spedizione. Alcune non hanno fatto ritorno, altre sono finite in tragedia, altre non hanno riscontrato irregolarità di sorta. I membri dell’undicesima spedizione – tra di loro il marito della biologa – sono tornati alla spicciolata dall’Area X, senza ricordi, in qualche modo “cambiati” e pochi mesi dopo sono morti a causa di tumori devastanti…

Quattro donne che attraversano un confine sotto ipnosi, per “proteggerle dagli inganni della loro mente”, o almeno così è stato loro detto. La natura di quel confine è loro sconosciuta, sanno solo che è invisibile. Ma è come se dividesse due pianeti diversi. Ad attenderle oltre c’è un ecosistema mutato, che segue nuove regole, che non contempla (e forse non tollera) la presenza di esseri umani. Parte così il primo volume della trilogia di Jeff VanderMeer, autore finora noto solo a pochissimi e che con questa opera ha conquistato l’attenzione delle major editoriali e del grande pubblico. Opera bizzarra e fascinosa, originale e già vista al tempo stesso. Quello a cui ci costringe VanderMeer è lo stesso sguardo nell’abisso dell’inumano che si trova in film come La cosa di John Carpenter, in romanzi come Solaris di Stanislaw Lem o Picnic sul ciglio della strada - Stalker dei fratelli Strugatski o nei racconti di Howard P. Lovecraft (malgrado VanderMeer rifiuti sdegnosamente [sic!] quest’ultimo paragone), ma con un allure da naturalista ottocentesco. Non a caso lo scrittore di Bellefonte (Pennsylvania) è il leader riconosciuto della cosiddetta “fungal fiction”, un sottogenere fantascientifico che riguarda miceti intelligenti o addirittura divinità-fungo. Mappatura di un ambiente più surreale che alieno, tanto post-umano da sembrare a tratti un manifesto di ecologismo estremista, Annientamento è forse soprattutto (o così piace pensare a noi) la cronaca di un viaggio interiore: non a caso i momenti del libro che funzionano meglio sono quelli in cui ci si concentra sulla relazione tra la protagonista e il marito. Gli interrogativi aperti alla fine del romanzo sono tanti: perché i membri della spedizione sono tutti donne? Perché non viene descritto il mondo “reale”, impedendo al lettore di contestualizzare nel tempo e nello spazio la vicenda? Qual è la natura esatta del fenomeno che ha causato la nascita dell’Area X? Da dove viene la misteriosa creatura che abita “la Torre” e cosa vuole dagli esseri umani? Dubito che a tutti verrà data risposta nel corso della trilogia, ma staremo a vedere.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER