Antipodi

Antipodi

Marco. È spiazzante svegliarsi completamente nudo in un parco e sentire qualcuno esclamare:“Hombre, esta bien?”. È quello che succede a lui, che si risveglia in una sconosciuta Cadice senza ricordare assolutamente nulla né della sera precedente né tanto meno di come sia mai potuto arrivare sin lì. Marco corre via, riesce a nascondersi, a trovare dei vestiti ed una manciata di euro per telefonare a casa a Roma, ma là nessuno sembra conoscerlo, né la sua segretaria, né la moglie Arianna, neppure la sua piccola bambina. È come se lui non fosse mai esistito...Luca. Il turno di mattina è odioso. Deve alzarsi alle cinque, ritirare la merce in consegna, sistemarla sugli scaffali, togliere di mezzo gli scatoloni, organizzare il magazzino e poi aspettare che la gente si riversi nell’hard discount dove lavora e sperare, almeno, che anche lei venga a fare la spesa. Lei. Arianna. È una ragazza stupenda, ha una bella famiglia, suo marito è un uomo realizzato, brutto ma di successo, non un semplice commesso come lui, si chiama Marco e Luca vorrebbe tanto essere al suo posto. Vivere al suo posto. Sembra incredibile ma tra pochi giorni, Luca lo sa, il suo desiderio potrà avverarsi...

Antipodi sorprende. Nella sua semplicità, sorprende. Raffaele Napoli riesce a coniugare bene due temi letterari abbastanza distanti, il fantastico ed un realismo molto attuale ed “italiano” in cui predominano i problemi di lavoro ed un’ottundente insoddisfazione esistenziale. Dunque, se da un lato i protagonisti debbono confrontarsi con stipendi, debiti ed affari di cuore, dall’altro vi è un secondo filone completamente diverso che ricorda vagamente atmosfere à la “Lost” – non a caso l'autore è anche sceneggiatore per la televisione – e che non cozza assolutamente con il primo. Doppia è anche la prima persona narrante. Ogni capitolo è dedicato, infatti, alternativamente a Marco e Luca, con un lieve sfasamento temporale che permette di ricostruire, in crescendo, la sequenza degli avvenimenti. Unico difetto strutturale è “la spiegazione” dell’elemento più sovrannaturale, un po’ troppo sfilata dalla storia, non esattamente come una scoperta che avviene lungo la trama, ma data più come la riflessione di uno dei protagonisti. Tolto questo, Antipodi resta una lettura piacevole e veloce e che incuriosisce sin dalla prima pagina.



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