Archivi del Nord

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Campi, dune, foreste, geologia e geografia, sono all’inizio di questo “romanzo di famiglia” generato e consumato nelle Fiandre, terra di passaggio e di incontro di culture e popoli diversi. E poi costumi di popoli rudi, i Celti, in quell’angolo sperduto di territorio che godette ben poca considerazione sia in epoca romana che cristiana. Finché inizia a delinearsi la genealogia della famiglia Cleenewerck de Crayencour (questo il cognome di nascita della Yourcenar) a partire dal XVI secolo. E poi, più vicino a Marguerite, la storia del nonno Michel – Charles, giovanotto intelligente e brillante, e del suo triste matrimonio con la rigida e arcigna Noémie. Dalla loro unione nacque Michel, il babbo di Marguerite, avventuroso e anticonformista: dopo aver abbracciato la carriera militare disertò per amore di una fanciulla inglese, Berthe, affrontando anni d’esilio. Triste e disorientato in seguito alla morte della ancor giovane moglie, conobbe a Ostenda Fernande, la madre di Marguerite, reduce come lui da dolorose esperienze...

La Yourcenar ricerca qui le proprie origini, ricostruendo le vicende della sua famiglia paterna con un procedimento inverso a quello che abitualmente ci attendiamo: esordisce delineando la configurazione geologica di secoli lontani nei quali l’uomo non era ancora apparso, attraversa i momenti bui delle persecuzioni religiose nei confronti delle diverse fedi protestanti, fino a restrigere sempre più il campo della narrazione ed arrivare ai suoi antenati. Un espediente narrativo, ma anche una visione filosofica: dichiara infatti nel primo capitolo del libro il suo intento di voler considerare queste minute e individuali vicende “nella giusta prospettiva, collocarle nello spazio, piccolo in verità, che occupano nell’immensità del tempo”. È come se il romanzo di ogni esistenza - destino, amori, passioni, nobiltà e cadute - fosse creato, e insieme occultato, dall’inenarrabile vortice del Tempo: la penna dello scrittore, però, è capace di ordinare, recuperare, restituire corpo e voce ai puri nomi degli scomparsi.



 

 

 

 
 
 
 

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