Armageddon

Armageddon
1945. In Europa il III Reich è già caduto, e tutti gli sforzi bellici americani si stanno concentrando sull'agonizzante Giappone. Dalla base di Tinian, nelle Filippine, decollano ogni giorno bombardieri pesanti carichi di bombe che martellano le città del Sol Levante, che nonostante tutto non mollano, resistono, non sembrano nemmeno prendere in considerazione la parola “resa”. Per dare una svolta al conflitto, a prendere il comando del 391° Stormo viene inviato il colonnello della RAF Deveraux, spietato architetto del bombardamento di Dresda. Il sergente maggiore Yurick avverte da subito l'alone di morte che circonda il nuovo comandante, ma quando una missione dopo l'altra tutti gli equipaggi dei bombardieri vengono sterminati tranne proprio Deveraux e Yurick, si comincia a parlare di una vera e propria maledizione... Cooper viene convocato dalla potentissima Compagnia mentre sta conducendo dei rilievi geologici sottomarini al largo del Canada, e trasportato in tutta fretta sul Rio delle Amazzoni, dove sta per essere completato un gigantesco ponte - più di 300.000 tonnellate di cemento e acciaio - che permetterà il passaggio di un'immensa autostrada nella foresta. La direttrice dei lavori, Margaret Cavendish, prende tutt'altro che bene l'intrusione di Cooper, ma la Compagnia teme che il ponte abbia qualche difetto strutturale, perché Jack McClane, colui che aveva condotto tutti i test di resistenza della struttura, si è suicidato in circostanze misteriose, e gli indios che vivono vicino al cantiere parlano di un misterioso Dio dell'Abisso che sorgerà dal fiume e spazzerà via il ponte... Antartide. Nella remota Wolverton Station, dove la potentissima multinazionale Gottschalk-Yutani Corporation sta conducendo trivellazioni essenziali per raggiungere dei supergiacimenti di idrocarburi individuati dai satelliti, sta succedendo qualcosa di inspiegabile. Tutti gli abitanti della stazione si sono massacrati a vicenda, apparentemente vittime di una sorta di schizofrenia paranoica distruttiva. È davvero l'isolamento la causa di tutto? La spiegazione non convince Keller, capo della spedizione d'emergenza spedita in Antartide: e se invece tutto derivasse dall'esposizione ai raggi UV, che senza nessuno schermo di ozono qui piombano a tutta forza al suolo?
Il primo volume della raccolta di tutti i racconti di Alan D. Altieri, maestro dell'action italiano, avviata da TEA odora di ferro bruciato, olio minerale, sangue rappreso. Cinque storie molto diverse tra loro (anche per percorsi editoriali, si va dalla rivista “Max” al Meridiano Mondadori sui Racconti italiani del 900) ma che hanno in comune il richiamarsi alla grande tradizione della narrativa breve fantastica italiana, mixata però con il gusto anglosassone. C'è Dino Buzzati in queste pagine, ma ci sono anche Richard Matheson e Clive Cussler, c'è la minuzia con la quale Altieri descrive armi, veicoli e strutture, c'è  l'espressionismo tutto cinematografico con cui l'autore – esperto sceneggiatore – accompagna il lettore in battaglie, giungle sperdute, metropoli post-epidemia, incubi urbani futuristici. Situazioni già esplorate da tanti autori di science-fiction e thriller, ma che Altieri maneggia con mestiere, talento ed energia.

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