Arte della guerra

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Quali fattori vanno considerati prima di trascinare la propria nazione in una guerra che abbia concrete possibilità di concludersi con una vittoria? La guerra è “il Tao dell’inganno”, quindi occorre mostrare al nemico una visione falsata della potenza del proprio esercito e delle proprie strategie, ma attenzione a non ingannare anche se stessi: la più rigida e impietosa autoanalisi è necessaria prima dello scontro. Come gestire i conflitti di lunga durata, sia dal punto di vista della strategia militare che del morale delle truppe? Come sfruttare rabbia e avidità dei soldati per i propri scopi? Quanto e come la guerra può impattare sulla situazione politica e sociale? Come alternare tattiche offensive e difensive sul campo di battaglia? Come muovere le truppe in base alla conformazione del terreno? Come utilizzare lo spionaggio militare?

Gli storici sembrano ormai concordi nell’identificare in Sun Wu, vissuto nel VI secolo avanti Cristo, il generale cinese autore del trattato di strategia militare più famoso della storia, ma pressoché sconosciuto in Europa fino al 1782, anno della prima (rabberciata e infedele all’originale) traduzione in francese, opera del gesuita Joseph Amiot. Da allora in poi si sono susseguite traduzioni più o meno accurate (ma tutte divenute opere di culto per gli strateghi delle varie epoche, da Napoleone Bonaparte a Michail Kutuzof, da Mao Zedong a Samuel Griffith fino a Võ Nguyên Giáp, solo per citarne alcuni) dell’Arte della guerra, ma solo nel 1972 con il ritrovamento in una tomba risalente alla dinastia Han di una copia su bambù del trattato si è potuto verificarne l’impianto e la struttura. Dal 1990 in poi del testo addirittura si sono appropriati gli esperti di marketing, e l’arte della guerra di cui si disquisisce – segno dei tempi – è diventata (con un salto logico sinistramente eloquente) l’arte degli affari. È invece degli ultimi anni la lettura in chiave filosofica “new age” del testo, forse la più scriteriata e pretestuosa di tutte. Il trattato di Sun Tzu qui è presentato assieme a Metodi militari di Sun Pin (risalente al IV secolo a.C. e molto frammentaria) in un’edizione che a buon titolo Robin D.S. Yates ha definito “quella di riferimento per molti anni a venire”, con un apparato critico imponente e preceduto da una introduzione che inquadra storicamente e militarmente i tempi in cui ha vissuto e combattuto Sun Wu/Tzu. Arte della guerra colpisce soprattutto per la sua incredibile modernità, anzi per la sua totale atemporalità, basato com’è su concetti che possono essere applicati con profitto a qualsiasi conflitto armato, dalla Preistoria a oggi (anzi, purtroppo, a domani).



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