Artusi

Artusi
Si inizia l’anno con il Dolce Torino, dalla forma quadrata sapientemente realizzato con i savoiardi, la cioccolata, burro fresco, zucchero a velo, u rosso d’uovo, latte e odore di zucchero vanigliato. Si prosegue lungo tutto gennaio passando dai Cardoni colla balsamella all’Anatra domestica e al cavolo nero per contorno, si sfoglia febbraio e si incappa nella Zuppa alla Stefani, nei Broccoli alla fiorentina fino a trovare lo Sformato della Signora Adele. Ancora qualche mese e ci imbattiamo nel Budino di cioccolata, passando per la Zuppa di purè di piselli, di grasso e scoprendo i segreti del Cibreo, l’intingolo semplice, delicato e gentile “opportuno alle signore di stomaco svogliato e ai convalescenti”. Ci sorprendiamo davanti al Baccalà Monte Bianco, al Polpettone di carne cruda e non possiamo non leccarci i baffi difronte alle Triglie alla viareggina
La scienza in cucina e l’arte di mangiar bene, colloquialmente chiamato da tutti L’Artusi è forse il libro più conosciuto dagli amanti della cultura gastronomica italiana e non solo per le tante ricette che propone con un lessico ed un’eleganza di altri tempi, ma perché sapientemente mette in risalto lo stretto legame che intercorre tra la natura e la cultura. Mese per mese, giorno per giorno scopriamo - in questa versione curata da Donatella Lippi - le tante ricette tratte dall’enorme collezione artusiana, proposte in questo prezioso volume con un occhio di riguardo all’antico legame che c’è tra le pietanze e la stagione e nel completo rispetto della varietà e la natura delle materie prime. Non un semplice ricettario quindi, ma un omaggio a Pellegrino Artusi e ad una “cultura storica, linguistica, letteraria e patriottica che è alla base della nostra cucina”.

 

 

 

 
 
 
 
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