Ascia Nera

Black Axe è il nome altisonante della confraternita mafiosa universitaria conosciuta anche come Neo Black Movement. Ha un logo emblematico raffigurante un’ascia, appunto, che spezza le catene alle braccia di uno schiavo. Nella pratica di tutti i giorni l’ascia viene data in dono ai nuovi affiliati per farne il suo strumento di tortura prediletto. La Black Axe ha anche un luogo e una data di nascita precisi, anch’essi parte di un simbolismo ben preciso. È stata fondata all’Università di Benin City il 7/7/77, una beneaugurante sequenza di sette portafortuna per la neonata organizzazione. Mentre in Europa siamo nel bel mezzo dei cosiddetti Anni di Piombo, in Nigeria nasce quest’organizzazione criminale che si rifà in tutto e per tutto alle Black Panther, come ha sottolineato più volte uno dei padri della Neo Black Movement Nicholas Idemudia. Dalla protezione armata dell’uomo nero alla protezione dei negozianti con il racket il passo è stato molto breve. E così poi l’approdo a tutti gli altri rami criminali come prostituzione e traffico di stupefacenti. La mafia nigeriana è oggi un’organizzazione potentissima e diffusa in tutto il mondo che si organizza in maniera tripartita come la ‘ndrangheta in ‘ndrine, locali e province, ha accordi federativi come la NCO di Cutolo e al vertice possiede una cupola come Cosa Nostra…

Ascia Nera è il terzo capitolo della cosiddetta trilogia sullo sfruttamento dell’essere umano, dopo Ghetto Italia e Mafia Caporale. Un’inchiesta approfondita e puntuale di Leonardo Palmisano che è nata inizialmente come un resoconto sulla schiavitù sessuale delle donne nigeriane ma che è si è evoluta presto in un discorso a più ampio raggio sulla mafia africana. Un lavoro scaturito dalla visita dell’autore al centro di accoglienza per richiedenti asilo di Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia. È risaputo che il CARA in questione è in mano al crimine organizzato africano e l’autore ha tenuto a precisare nella prefazione di: “avere visitato inferni, ma come quello no”. Un resoconto lucido e chiaro che è valso all’autore ben cinque minacce di morte da parte della Black Axe, avendo acceso i riflettori su uno dei fenomeni criminali più attivi in Italia e nel mondo ma altrettanto in ombra rispetto ad altre organizzazioni. Molte le interviste a vittime e carnefici che raffigurano in maniera plastica la crudeltà e la spietatezza di questi clan che è culto religioso e gang di strada al tempo stesso. Un volume a metà strada fra saggio e cronaca giornalistica indispensabile per gli appassionati dell’argomento criminalità.



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