Ascolta i fiori dimenticati

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Da quando la mamma le ha spiegato che il fuoco è amico delle sementi, rigenerante, fertilizzante, Alice non riesce a togliersi l’immagine dalla testa: se il padre bruciasse, potrebbe essere rigenerato? Smettere di essere mutevole e violento come solo l’oceano sa essere? Nella sua casa isolata Alice vive così, sempre al fianco della madre che le racconta storie e le insegna il linguaggio segreto dei fiori. Nella serra, infatti, Agnes si trasforma, torna serena e pare immergersi in un’altra dimensione. All’improvviso, un incendio, Alice in ospedale, improvvisamente orfana, vegliata da una donna che conosce appena e destinata a trasferirsi da June, la nonna paterna che non ha mai visto. Il viaggio verso Thornfield sembra eterno ma lentamente la magia dei fiori si ripete: la tenuta è una distesa infinita di tutte le varietà australiane, curate con pazienza e sapienza da una dozzina di donne che col tempo Alice scopre essere tutte, come lei e come June, alla ricerca di un posto dove ricominciare. L’abbraccio protettivo di questo gineceo non basta però alla ragazza, in cui si fa sempre più pressante il bisogno di risposte sulla storia della sua famiglia. Ma June vuole proteggerla, evitarle altro dolore, non ripetere gli errori che ha commesso con suo foglio Clem, e così schiva, omette, rimanda, fino al momento in cui Alice decide di volare via dall’odoroso e soffocante nido. Troppo il bisogno di libertà, troppo il bisogno di verità…

Storie dolorose, donne maltrattate, umiliate, sconfitte dalla sorte. Da queste pagine esce il ritratto ricchissimo di una comunità femminile in cui il mutuo soccorso, la solidarietà e l’empatia sono le medicine anche ai mali più terribili. Insieme, ovviamente, ai fiori, sottofondo di ogni pagina. Fiori per dire quello che non si riesce a dire, agli altri o a sé stessi, fiori che marcano i momenti fondamentali delle esistenze, fiori che uniscono laddove le relazioni umane hanno diviso. Fortissimo l’inizio, il racconto dell’infanzia di Alice, in cui i fiori rappresentano la quintessenza dell’amore materno, unico lenitivo a una realtà di sopruso e violenza. Bello anche il momento dell’ingresso della protagonista nella comunità delle Flower, dove i dolori individuali sono come distillati dalla cura e dall’amore per i fiori e creano un cemento che va ben oltre i legami di sangue. Forte anche, almeno all’inizio, il confronto tra la nonna e la nipote, che però nel prosieguo diventa un po’ stucchevole, come un fiore troppo profumato. Topico il momento in cui la protagonista prende in mano la sua vita e prova a costruirsi una propria identità finendo poi, dolorosamente, per assomigliare alla madre e per essere salvata proprio dalle donne di quella comunità che già da bambina l’ha accolta. Un romanzo d’esordio poetico che ci fa vivere l’Australia con una nitidezza straordinaria e ci ricorda che, come per la terra e i fiori, anche per gli animi è necessario bruciare per poi rinascere.



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