Ascolti d’autore

Ascolti d’autore
Dagli insospettabili esordi di collezionista di Niccolò Ammaniti che ha cominciato negli anni '80 ad accumulare vinili dei Duran Duran e degli Spandau Ballet per arrivare oggi a possedere quasi diecimila CD, passando per lo scrittore e autore televisivo Matteo B. Bianchi che di musica non solo è un consumatore onnivoro tanto da annodare spesso la sua stessa carriera lavorativa a quella musicale (ha collaborato spesso con cantanti e musicisti e il suo stesso romanzo Sotto anestesia raccontava proprio della nascita dell'omonima fanzine musicale fondata con Tito Faraci negli anni '80), ma baratterebbe seduta stante la sua attività di scrittore con quella di rockstar, a Michael Chabon che come Hornby ha ambientato il suo Telegraph Avenue in un negozio di dischi, a Giuseppe Culicchia che addirittura affermò che Tutti giù per terra era la trasposizione del primo disco dei Ramones, fino ad Hanif Kureishi diventato scrittore soltanto dopo essersi arreso all'evidenza di essere un pessimo musicista, per finire con Vanni Santoni, noto frequentatore ed appassionato di psichedelia, di culture rave e musica elettronica...
Queste e non solo – ci sono anche Joe R. Lansdale, Antonella Lattanzi, Gianluca Morozzi, Alcide Pierantozzi e tanti altri – le voci della narrativa contemporanea nazionale e internazionale che il giornalista e critico musicale marchigiano Pierluigi Lucadei ha raccolto in altrettante interessantissime interviste realizzate e poi ospitate all'interno della rubrica Ascolti d'autore per il mensile “Suono” prima, su Outsider e minima&moralia poi, ed ora finalmente pubblicate in versione integrale in questo saggio impossibile da buttar giù senza le note in sottofondo del proprio gruppo must. Un imperdibile viaggio tra le librerie e le collezioni di alcune delle più importanti voci narrative nostrane e non alla scoperta di chicche e segreti inconfessabili, collaborazioni o frustrazioni giovanili, dove a farla da padrona è ovviamente in tutte le sue infinite declinazioni e sonorità, la musica. L'ottima postfazione di Nicola Lagioia è la giusta chiosa per questo piccolo grande “curiosario” sull'inossidabile e ancestrale legame esistente tra le sette note e le ventuno lettere dell'alfabeto. Non vi resta che prendere posto in poltrona, inforcare le cuffie e pigiare PLAY!

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