Assassini

Assassini
Patrick Sheahan, come un po' tutti nella minuscola Hénochville, lavora presso la Comex-Largaux, una fabbrica che da troppo tempo ormai vive sull'orlo della chiusura coatta a causa dello sversamento di tonnellate di liquami tossici nel fiume Sainte-Bob. Patrick, rimasto scosso dalla morte della suocera Vivian, vive ora solo, dopo la separazione dalla moglie. Rubacchia sesso clandestino con Jackie, moglie del suo dirimpettaio Thomas, e vive costantemente sull'orlo di un tracollo emotivo. Da qualche giorno casa sua è diventata strana meta di pellegrinaggio di persone in cerca di un appartamento. Sarà lo stesso Patrick a scoprire che per uno strano errore l'appartamento del piano superiore di casa sua risulta essere in vendita. Così, prima che l'uomo riesca a porre rimedio a quella svista, si ritrova in una giornata di pioggia torrenziale ad ospitare Eilen Mac Keogh, una misteriosa irlandese che finirà con lo stabilirsi proprio lì da lui, scombinandogli le carte in tavola... 
C'è tanta acqua nel noir esistenzialista firmato da Philippe Djian – edito in Francia nel '94 e pubblicato ora in Italia come apertura di una trilogia che comprenderà anche Criminels e Sainte-Bob - scrittore cult francese, divenuto famoso negli anni '80 grazie al suo 37 °2 al mattino poi adattato al cinema da Jean-Jacques Beineix. Un'acqua che prova a lavare le coscienze dei protagonisti, vittime e carnefici al tempo stesso del loro destino. “Perché siamo tutti assassini”, come racconta lo stesso Djian, “incapaci come siamo di tener fede ai sogni della nostra giovinezza”. Un libro che intensifica il suo climax man mano che si procede nella lettura e che nello stile richiama un certa asciuttezza carveriana. Stile che rappresenta il reale punto di forza nei romanzi di Djian, il quale a tale proposito ama ripetere infatti: “Céline diceva sempre: Se volete leggere delle storie, comprate i giornali”.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER