Assassinio al Comitato Centrale

Assassinio al Comitato Centrale

Madrid, hotel Continental. Sono in corso i preparativi per la riunione del Comitato Centrale del PCE – il Partido Comunista de España – e a presiederla sarà ovviamente il suo segretario, Fernando Garrido. Seduti di fianco a lui ci saranno i suoi compagni più fidati: Santos Pacheco, Martialay, Julin Mir, Bouza ed Helena Subirats. Davanti a loro, una platea abbastanza folta di membri del partito, con qua e là qualche presenza socialista. L’incontro comincia e dopo nemmeno due battute vanno via le luci. I tecnici riparano il guasto in pochi secondi e tutto sembra essere tornato alla normalità. Tutto eccetto Garrido, che giace morto con la testa appoggiata sulla sua cartella… Barcellona. Il gracchiare della radio sveglia il detective Pepe Carvalho. Si parla ovviamente dell’omicidio Garrido, notizia discussa in tutto il Paese, e del fatto che il governo abbia affidato l’inchiesta al commissario Fonseca – ex franchista infiltratosi, ai tempi della Guerra Civil, nel PCE. I comunisti non sono affatto contenti della scelta dell’esecutivo spagnolo, tanto da inviare Santos ed un altro membro del PCE, Salvatella, nel capoluogo catalano per trattare con Carvalho ed ingaggiarlo per un’indagine parallela. L’incontro tra le parti ha luogo e l’accordo viene raggiunto, seppur con qualche tira e molla. All’investigatore non resta allora altro da fare che salutare la sua città, passeggiare un’ultima volta per le Ramblas, preparare una valigia e dirigersi verso la capitale...

Uscito in Spagna per la prima volta nel 1981, portato in Italia tre anni dopo dalla Sellerio, riedito nel 2005 dalla Feltrinelli, che ora ne realizza una nuova edizione nella Universale Economica, Assassinio al Comitato Centrale è un romanzo del celebre Manuel Vázquez Montalbán, artista catalano a tutto tondo che, tra i numerosi riconoscimenti, ha ricevuto nel 2005 il Premio Nazionale delle Lettere Spagnole alla carriera. Questo noir è il quinto di una serie di ventisette romanzi e racconti che hanno come protagonista l’investigatore Carvalho, eccentrico personaggio che per aspetti politici e culinari (già, perché Vázquez Montalbán è stato anche un famoso gastronomo, e a leggere i suoi romanzi viene una fame che non vi sto a raccontare) rispecchia molto il suo creatore. Come ogni eroe che si rispetti ‒ poliziotto, detective privato o supereroe ‒ Pepe Carvalho si porta dietro un’aura di mistero, fatta di un passato di militanza nel PCE, di lotta al franchismo, oltre che di noncuranza nei confronti della legge e di un rapporto poco chiaro con una prostituta di nome Charo. Da questo punto di vista, nulla di nuovo sotto il sole. Eppure in Assassinio al Comitato Centrale non è il detective a farla da padrone, bensì la Storia, quella con la S maiuscola. Lo scrittore di Barcellona infatti tratteggia in maniera ironica, pungente e pertinente un quadro storico della Spagna degli anni ‘80, appena uscita dal regime franchista ed in fase di ricostruzione. Una Spagna attraversata da venti di ricostruzione e rinnovamento, con un occhio di riguardo all’avanzata dei socialisti e dei comunisti, le cui contraddizioni sono messe bene a fuoco. Di Assassinio al Comitato Centrale esiste anche una trasposizione cinematografica, realizzata dal regista spagnolo Vicente Aranda nel 1982.



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