Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2019

Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2019

Il Mediterraneo è sempre più un mare cinese. Pechino lo considera un’area nevralgica per la sua economia sia in ambito marittimo-commerciale sia in quello delle telecomunicazioni e delle infrastrutture. Più cauto è l’atteggiamento politico. Se la partnership del colosso asiatico con l’Africa è un fatto compiuto, per costruire una nuova “Via della Seta” manca ancora un rapporto di fiducia con l’Unione europea, mentre le relazioni con il Medio Oriente sono ostacolate da oggettive difficoltà, dal jidaismo ai flussi migratori… Una politica familista e dispotica, incarnata dal vecchio e malato presidente Abdelaziz Bouteflika, un riformismo finanziario e monetario fragile e traballante, il malcontento popolare, l’estremismo salafita in perenne agguato. Tutto ciò rende il presente e il futuro dell’Algeria alquanto incerto… Il sogno della Turchia è di creare un “neo-ottomanesimo” che la veda protagonista dal Nord Africa al Medio Oriente. È il progetto di Tayyip Erdoğan, che ha saputo far leva sul nazionalismo islamico dei ceti conservatori e rurali per instaurare un potere autocratico, superare il kemalismo, dare un giro di vite alle opposizioni. Finché avrà questo sostegno potrà far passare sotto silenzio la crisi economica che attanaglia il paese, ma se tale appoggio dovesse venire meno cosa sarà del suo sovranismo imperialista?

Negli ultimi tempi il Mediterraneo è ritornato a essere uno snodo strategico di rilievo della politica e dell’economia internazionale. Ad essersi accorte della sua importanza sono state in modo particolare le superpotenze mondiali. Se gli Usa oscillano tra impegno e disimpegno, la Cina, dopo essersi impadronita del continente africano, cerca una possibile penetrazione nel Mare nostrum e la Russia putiniana con l’intervento in Siria ha visto concretizzarsi l’antico desiderio di avere sbocchi su questo bacino d’acqua. L’unica che pare non voler capire la portata dei nuovi scenari mediterranei è l’UE, chiusa in un irrazionale immobilismo verso realtà con cui è comunque costretta a confrontarsi. All’evoluzione in fieri del mondo mediterraneo è dedicato l’Atlante Geopolitico del Mediterraneo 2019, promosso meritoriamente dell’Istituto di Studi Politici “S. Pio V” di Roma, diviso in due “approfondimenti”, sull’integrazione energetica di tutta la zona e sull’attivismo di Xi Jinping all’interno della stessa, e in undici schede storiche dei paesi della sponda sud del Mediterraneo, con puntuali analisi della loro situazione odierna. Sono saggi che mettono in evidenza le disillusioni seguite alle Primavere Arabe. Nulla di quanto si era sperato si è realizzato: si sono instaurati regimi autoritari, non c’è stata crescita economica, terrorismo e migrazioni hanno proliferato. E al tempo registrano il colpevole silenzio di Bruxelles, incapace di dare vita a programmi di cooperazione e integrazione tra nord e sud fondamentali per giungere a un mondo pacificato e sicuro.



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