Attenti alle rose

Attenti alle rose
Sergio è stato lasciato dalla moglie Gianna e vive la sua prima crisi post-separazione: la rabbia, la consapevolezza di non essere più amato, l'avvocato, la solitudine e altri sentimenti lo travolgono nell'attesa che la donna ritorni. Il protagonista entra così in un tunnel che lo porta a ripensare alla sua storia d'amore e a ritornare ai luoghi e alle frequentazioni della sua gioventù: il bar della signora Teresa, il matrimonio del matto del paese Vinicio, l'amico e compagno Adriano (che lo fa cornuto) e il quartiere di San Servolo a Trieste. Dopo una batosta che non sembra aver fine, Sergio ritrova la voglia di vivere e cambia vita, riordinando la casa invasa dallo sporco e dalla polvere, facendo di tutto per riconquistare l'ormai ex moglie. La scoperta che Gianna sta con il suo miglior amico avrà però conseguenze catastrofiche...
Un romanzo breve che in poco più di cento pagine snocciola tutti i peggiori luoghi comuni sulla fine di un amore: la storia del personaggio che scende agli inferi e che poi si 'ripulisce' per riconquistare la donna non fa presa sul lettore. L'escamotage narrativo di inserire in ogni capitolo una storia (o rosa, come la chiama l'autore) di donne tradite, maltrattate o comunque rifiutate da una società maschilista non è peregrino, anzi son proprio queste visioni 'altre' a rivelarsi più interessanti della banale vicenda del protagonista. Un romanzo riuscito quindi a metà. Peccato, perché in sporadici punti si sente che Pino Roveredo ha ancora la forza di costruire descrizioni e personaggi che coinvolgono.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER