Atti di adorazione

Atti di adorazione
Autore: 
Traduzione di: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Il professor Fujimiya, anziano ordinario di Letteratura giapponese all’Università Seimei di Tokyo, grandissimo esperto di Poesia giapponese e lui stesso poeta rinomato, è un severo misantropo dai capelli tinti di nero e dagli abiti fuori moda, scapolo da sempre. C’è chi lo chiama “dottor Strambo”, ma è adorato dai suoi studenti - che si considerano piuttosto suoi discepoli - e dai suoi lettori. Da circa dieci anni ha preso in casa come governante la signora Tsuneko, una vedova di quarantacinque anni remissiva e riservata che a poco a poco si è innamorata del professore, da lei venerato e accudito come un dio burbero. I due hanno rapporti formali e privi di qualsiasi sottinteso erotico, per cui la donna rimane stupita quando Fujimiya le propone di accompagnarlo in un pellegrinaggio ai templi di Kumano. Tsuneko non osa sperarlo, ma durante il viaggio tra lei e il professore chissà, potrebbe finalmente scoccare una scintilla… Kokubu Jiro è un giovane campione di kendo: “(…) tutti i suoi movimenti sembrano emanare dalla calma perfetta ispirata dall’indaco cupo della sua veste”. Entrando nel dojo lo si nota subito, tra tutti gli altri atleti solo lui sembra “avvolto da una sorta di immobilità”, di maestà minacciosa. Non c’è da meravigliarsi se è stato scelto come uno dei cinque migliori schermitori per rappresentare il Giappone orientale nel campionato individuale Est-Ovest e se è il capitano del suo circolo di kendo. Ma nonostante la sua abilità, Jiro nulla può contro il flemmatico istruttore Kinouchi, che gioca con lui come il gatto con il topo… Akio cammina sotto la pioggia con aria stanca, come trascinando una zavorra: la zavorra è Masako, che lo segue con il volto rigato di lacrime, disperata perché Akio poco prima in una anonima sala da tè le ha comunicato con tono noncurante che tra loro è finita. Il ragazzo non può darlo a vedere ma si sente pervaso da una strana euforia: per la prima volta in vita sua ha posto fine a una relazione, un sogno che coltivava da tanto tempo. E non è successo per caso, l’ha fortemente voluto. Solo per arrivare a questo momento ha finto di innamorarsi di Masako; solo per questo ha circuito la ragazza, l‘ha corteggiata come fosse questione di vita o di morte; solo per questo l’ha legata a sé facendoci sesso, lui che è “sempre sfuggito alla schiavitù del desiderio”…

Badanti brutte e infelici con aspirazioni da poetesse e vocazioni da geisha, ragazzini che cercano di sembrare dei “duri” tossendo il fumo delle prime sigarette o possedendo con voluttà e crudeltà un compagno di classe più timido ed effemminato, giovani beatnik in crisi d’identità che passano le notti tra falò sulla spiaggia e “assistenza” ai faticosi amplessi altrui, presuntuosi campioni di arti marziali, vecchi francesi che hanno partecipato alla medievale Crociata dei bambini e sono finiti dopo tante peripezie schiavi in Giappone: ecco la fauna variopinta che popola questi racconti scritti tra 1946 e 1965 e basati tutti – ognuno a suo modo – sulla dinamica dominio/sottomissione. L’antologia fotografa l’arte di Yukio Mishima in momenti molto diversi l’uno dall’altro, ma minimo comun denominatore è il talento sempre sorprendente dello scrittore giapponese nel tratteggiare anche gli aspetti più oscuri e nascosti dei suoi personaggi con due pennellate da mastro calligrafo. Mostrandoceli con la sublime crudeltà – anche e soprattutto verso loro stessi – che mettono nello scoprire la propria identità attraverso rituali ossessivi di autocontrollo o di abbandono totale. Tra i racconti spicca nettamente la quasi title-track Atto di adorazione – per lunghezza, praticamente un romanzo breve – per il modo mirabile con cui mescola alto e basso, miseria e grandezza, gretta gelosia e sentimenti nobili nella stessa sghemba storia d’amore.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER