Attraverso i miei piccoli occhi

Attraverso i miei piccoli occhi
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L’espressione di Mario cambia all’improvviso. Cross non sa dire se esprima emozione, gioia, sorpresa o magari tutte quelle cose insieme. Non le risponde. Si limita a posizionare bene il termosifone e, quando si siede sul letto, cerca il suo viso e le sue labbra con le mani, la bacia e fanno di nuovo “fiki-fiki”. Cross si innervosisce ogni volta che lo fanno. Cerca di attirare la loro attenzione e balza sul letto con in bocca qualche oggetto: una pantofola, il suo osso, la palla di caucciù. Qualunque cosa sia, in quel momento va bene. Mario lo trova divertente, ma cerca di nasconderlo dietro un atteggiamento autoritario. Lei invece non si diverte molto, per non dire che la situazione non le piace per niente, e così lo legano subito ed è immediatamente la fine dei giochi. Perlomeno di quelli di Cross, perché quello di Mario e della sua fidanzata comincia proprio in quel momento. A volte Cross guaisce della sua prigionia, in altre occasioni la protesta è talmente palese che si mette ad abbaiare con insistenza fino a interromperli. Ma a quel punto Mario, esasperato, gli mette la museruola…

Si sa, i cani sono gelosi dei loro padroni. Gelosissimi. Di norma, almeno. Perché il loro affetto è talmente immenso, totale, sincero, disinteressato, viscerale, adorante e senza sovrastrutture che non accettano di condividerlo. Non è per cattiveria però, è che non ne capiscono il motivo, la necessità, si sentono abbandonati, traditi. È come se sentissero che non si voglia loro più bene quando si volge lo sguardo altrove. Cosa niente affatto vera, per carità. E infatti sono subito disposti al perdono. È che sono come dei bimbi. E Cross, sia detto senza offesa né voler fare alcun tipo di assurdo paragone, è il bimbo di Mario. E lo perdona sempre. Anche se certe volte fa sembrare calmo Otello. Cross è un golden retriever, bellissimo. Mario è un ragazzo cieco. Di cui Cross è gli occhi, perché gli fa da cane guida. E condivide con lui tutto, le gioie e i dolori, i successi e le difficoltà. È Cross che racconta la storia, in prima persona, con un linguaggio limpido e diretto che arriva al cuore, senza orpelli, sentimentalismi, banalità. Emilio Ortiz è dottore in storia, vive ad Albacete, è nato nei Paesi Baschi, ha una moglie, una figlia, era ipovedente e ora non vede più nulla. La storia di Mario e Cross è anche, naturalmente, la sua con Spock. Una storia intensa e commovente di lealtà, di fiducia, di amicizia, di autodeterminazione.

LEGGI L’INTERVISTA A EMILIO ORTIZ



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