Autosole

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Agosto, anni ’90, una coda sull’Autostrada del Sole. C’è il rappresentante di commercio che cerca di incastrare gli appuntamenti di lavoro con una visita alla Luisa, procace e disinibita moglie di un ristoratore con la quale ha una storia di sesso. I tempi sono contingentati, ma la coda rischia di fargli saltare tutti i piani: bisogna ad ogni costo avvertire la Luisa, ma al ristorante c’è la segreteria… Un rapinatore di banche in fuga riflette amaramente sulla sfortuna che gli è capitata proprio quel giorno, una guardia giurata troppo zelante. E mentre pensa si preme la mano sul fianco che fa male, guarda la ferita che ha ripreso a sanguinare e tinge la camicia di rosso quasi nero… Ci sono la mamma e il papà preoccupati perché gli altri automobilisti non spengono i motori malgrado siano fermi in galleria e loro figlio che non è per niente preoccupato, invece, perché sa che sta per morire. Rustichini Daniele a scuola gli ha fatto un colpo segreto che gli ha insegnato suo cugino di quinta, uno di quei colpi che dopo tre giorni muori. E domani è il terzo giorno… Ci sono la biondina svampita e il gigante muscoloso con un tatuaggio sul bicipite che raffigura un teschio con un pugnale tra i denti e la scritta “Natural born killer”. La biondina fissa con uno “sguardo torbido, un po’ obliquo, denso” l’occupante di una macchina a fianco, un magrolino dal look da intellettuale un po’ freak. Il tizio comincia a sudare freddo, tra l’attrazione per la biondina e la paura del gigante tatuato…

Uscita in volume nel 1998, questa raccolta di brevi, fulminanti ritratti di automobilisti nasce come collaborazione con il quotidiano “l’Unità”. Per sostituire la rubrica giornaliera di Michele Serra – che si godeva le ferie estive – fu commissionato a Carlo Lucarelli un raccontino al giorno, tutti i giorni. Il giallista parmense decise di ambientarli tutti in un “non luogo” tipicamente contemporaneo e tipicamente estivo: una gigantesca coda in autostrada. Una situazione che a molto a che fare con il lavoro dei romanzieri, contrariamente a quanto si potrebbe pensare. Perché gli scrittori sono quasi come dei camionisti. Gli scrittori – come spiega lo stesso Lucarelli nella sua prefazione al volume – viaggiano tantissimo: sembra un lavoro sedentario e invece tra presentazioni, letture, festival e convegni “finisce che sei sempre in giro”. E dove non porta il Frecciarossa si va in automobile: “Tutte le volte che potevo usavo la macchina e, quando era possibile, tornavo indietro la notte stessa, appena finito, per cui sì, vivevo in autostrada e se avessi dovuto dare un appuntamento a qualcuno avrei fatto prima a darglielo al casello che a casa mia”. Sono frammenti brevissimi, un libro da leggere in mezz’ora, il racconto di traiettorie di vita e di morte tra commedia e tragedia.



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