Avanti il prossimo

Avanti il prossimo

Giovedì 7 gennaio, ore 8.17. Fa un freddo cane. Tina, operatrice sociale di un centro anti-violenza e anti-tratta, è sola nell’ufficio vuoto. Vuole stilare la relazione annuale da inviare al Ministero con calma, prima dell’orario di apertura. Solo che a un certo momento il campanello comincia a suonare all’impazzata. All’inizio Tina fa finta di niente, prova a ignorarlo. Ma il campanello continua a suonare e suonare, finché Tina non ne può più e apre. Entrano tre poliziotti, seguiti da una ragazza di colore in leggins pitonati.La ragazza – giovanissima – si chiama Blessing, è nigeriana e fa la prostituta. È stata trovata poche ore prima sul ciglio della strada, ferita e in lacrime, dopo aver subito un sequestro e uno stupro di gruppo. Ha il permesso di soggiorno scaduto e si rifiuta di fare il nome della donna che con l’inganno l’ha messa sulla strada. Il caso di Blessing viene subito preso in carico da Tina. All’inizio la ragazza viene portata in un bed and breakfast isolato e controllato da poliziotti. Poi viene spostata in una casa di accoglienza con altre ragazze, tutte ex prostitute, e anche per lei parte un percorso di assistenza legale, sanitaria e psicologica. Tina la accompagna alle visite ginecologiche del caso, la iscrive a un corso di italiano, le trova uno stage…

Tina Pisica, protagonista e voce narrante di questo ironico e graffiante romanzo di denuncia sociale, altri non è che l’alter ego dell’autrice esordiente Giovanna De Simone, che da anni lavora in un centro anti-tratta e anti-violenza di Ferrara. Di casi disperati e di storie maledette la De Simone ne ha viste tante, e quello di Blessing non è che uno del grande, grandissimo mucchio. La De Simone scrive per portare sotto i riflettori una devastante realtà italiana che troppo spesso passa in sordina, tra indifferenza, ignoranza e pregiudizi. Ma Avanti il prossimo è anche un romanzo con il quale l’autrice vuole portare alla ribalta anche la figura e l’operato degli operatori sociali, eroi della quotidianità, il cui ruolo e le cui mansioni sono spesso incompresi e addirittura derisi. Pagina dopo pagina, la De Simone non si stanca mai di rimarcare, con determinazione e ironia, che Tina Pisica è un’assistente sociale, certo, ma è anche una moglie, una madre e, prima di tutto, una donna. Insomma, il romanzo che ci viene proposto è sì il romanzo di un’esordiente, ma di un’esordiente che ha la stoffa per migliorare, migliorarsi e tirare fuori, magari tra non molto, un’altra storia degna di essere letta.



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