Avelion – La trilogia

Avelion – La trilogia
Avelion è una terra fantastica, un tempo governata da cinque divinità. Aria, Terra, Fuoco, Acqua e Metallo sono scomparsi da secoli, ma i loro poteri coesistono ancora in ogni abitante del regno. Nel ducato di Pharmes vive però una giovane diversa da tutti. In lei domina solo l’Acqua, mentre gli altri elementi la respingono. È stata allevata da un potente mago finché ha scoperto di essere uno dei cinque portatori delle Armi Leggendarie, giovani nati con lo scopo di riportare l’equilibrio nel mondo. Ma Riel non è l’unica predestinata e quando anche gli altri portatori iniziano a scoprire i loro poteri, i nemici delle giovani elette danno inizio alla caccia. Le potenti Armi fanno gola a tutti i malvagi che intendono conquistare il potere assoluto e anche Dreman, votato al Fuoco e al Metallo, sta cercando le Armi per conquistare il regno di Bamur. Per riportare la pace nella terra di Avelion, i cinque portatori delle Armi dovranno unirsi e ricreare l’antica magia del Sigillo dell’Equilibrio, la sola formula in grado di sconfiggere il male...
Avelion racchiude in volume unico tre romanzi di Alessia Mainardi, giovanissima scrittrice parmigiana che porta sulla carta un fantasy di ispirazione classica nei suoi La figlia dell’acqua, Il figlio del fuoco e Il sigillo dell’equilibrio. Ciò che colpisce sin dalle prime pagine è la ferrea forza interiore della protagonista. Forse ispirata dalla malattia che le causa difficoltà motorie, l’autrice ha descritto la protagonista come una “diversa”. Nonostante le difficoltà ed i dubbi, però, la sua volontà non vacilla mai e Riel diventa presto degna del suo destino. Ma poiché l’azione lascia spesso il campo all’introspezione ed alle descrizioni di paesaggi e personaggi, questo romanzo si presenta di non facile lettura e non sono di aiuto i capitoli fin troppo brevi. La fantasia della scrittrice invece è da premiare, proprio per la sua giovane età. Non è facile seguire le orme dei grandi ispiratori del fantasy senza cadere nella banalità. E almeno questo la Mainardi ce lo ha risparmiato.

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