Avere e non avere

L’Avana. Alla mattina presto “coi vagabondi ancora addormentati lungo i muri, prima che i furgoni del ghiaccio comincino il loro giro dei bar”, Harry Morgan viene avvicinato in un locale da tre giovani cubani che gli offrono una cospicua somma di denaro per essere trasportati clandestinamente negli Stati Uniti. Nonostante il lavoro con i turisti non gli possa fruttare tutto quel denaro, Harry rifiuta di utilizzare il suo battello per un’attività così pericolosa e fa appena in tempo ad uscire dal bar che i tre cubani vengono barbaramente assassinati in un agguato. Questo non basterà, purtroppo, a tenerlo lontano dai guai. Dopo essere stato imbrogliato da un turista americano che non lo ha pagato e in più ha danneggiato gran parte delle sua attrezzatura da pesca, Harry finirà per accettare l’incarico di Mr. Sing: un inquietante personaggio coinvolto nell’immigrazione clandestina di cinesi verso gli Stati Uniti…. Harry Morgan è reduce - assieme al compagno Wesley – da una traversata notturna rocambolesca, durante la quale entrambi sono stati feriti. Seguendo la Corrente del Golfo, cerca di portare in salvo la partita di liquori che ha contrabbandato nascondendo il battello e il suo carico compromettente tra le fitte mangrovie che crescono lungo la costa di Woman Key. Solo la bontà e la prontezza del capitano Willie – un amico che passa in zona con il proprio battello trasportando due turisti (in realtà personaggi influenti del governo) riuscirà a salvare Harry da accuse pesanti e a dargli il tempo di far sparire il carico in acqua… Al bar dell’amico Freddy, Harry Morgan racconta della sua ultima avventura. È stato denunciato perché visto gettare in mare il carico di liquori, gli è stato sequestrato il battello – unica fonte di reddito per sé e per la propria famiglia – e ha perso il braccio ferito durante la traversata. E così Harry trascorre le giornate al bar a parlare di politica, delle leggi americane sempre più proibizioniste, della difficile situazione in cui versano i disoccupati, della miseria che incalza. Ed è proprio nel bar dell’amico che Harry verrà ingaggiato per il suo ultimo incarico: traghettare tre giovani rivoluzionari cubani, anche se questo significherà riappropriarsi del battello confiscato e andare incontro a morte certa…..
Pubblicato per la prima volta nel 1937, Avere e non avere, oggi conosciuto come un romanzo composto dalla fusione di tre lunghi racconti aventi tutti per protagonista Harry Morgan, è in realtà il risultato di un progetto narrativo ben più complesso e sofferto. Dopo aver scritto i due primi racconti,  One Trip Across e The Tradesman's Return - pubblicati rispettivamente su Cosmopolitan (1934) e Esquire (1937) – Hemingway incomincia ad accarezzare l’idea di un vero e proprio romanzo su Harry Morgan, uomo fondamentalmente buono costretto dalla difficile condizione contingente a svolgere attività di mercato nero e di contrabbando per sbarcare il lunario. Dopo la pubblicazione di Verdi colline d’Africa e la partecipazione alla Guerra di Spagna, Hemingway riprende in mano l’idea iniziale e scrive di getto il terzo racconto che, nell’intento dell’autore, avrebbe dovuto essere un romanzo a se stante. In realtà, la stesura ultima rimase così come la leggiamo ora: i tre racconti di Harry Morgan pubblicati insieme come romanzo unico. Questo non va a scapito dell’opera – forse a torto non ritenuta una delle migliori di Hemingway – leggendo la quale non si avverte la sconnessione fra le varie parti narrative ed anzi si apprezza la molteplicità dei punti di vista dei diversi personaggi che affollano la scena hemingwayana. Harry, Albert, Freddy, tutti uomini costretti a guadagnarsi il pane quotidianamente, anche se questo significa vivere ai margini della legalità. Poveri diavoli che si barcamenano, tra contrabbando e immigrazione clandestina, tra bevute al bar e battute di pesca; uomini dannati, offesi ed indignati, la schiera degli have not. E sullo sfondo: l’America rooseveltiana, con tutte le sue contraddizioni politiche e sociali, con la sua  schiera di politici, gangster, rivoluzionari, squali senza scrupoli, quelli “che hanno”. Ambientata tra Key West e Cuba, la vicenda di Harry Morgan è una storia indimenticabile che è sì critica feroce alla società dell’epoca ma anche esaltazione della forza e della determinazione umana. Harry è un personaggio affascinante, eroico, “sprezzante della morte e pervaso da un senso assoluto di vigoria fisica” e – a suo modo – anche morale. È un uomo che rischia sapendo di rischiare, che combatte contro lo spettro dell’alcool, che affronta lotte impari perché lo deve fare, non ha altra scelta; anche se sa già quale sarà l’epilogo, perché “è sempre così. Come vanno le cose intendo. Come sono sempre andate. Per un po’ sì tutto bene. Forse con un po’ più di fortuna…” Ma Avere e non avere è anche una straordinaria storia d’amore, incondizionato e viscerale: quello di Marie per il suo uomo. Un amore totalizzante, doloroso e angosciante, che sopravvive – nonostante tutto – anche alla morte di Harry. Lo stile è inconfondibile: scarno, essenziale ed incalzante. Le parti descrittive sono ridotte all’osso e lasciano spazio all’immaginazione indotta abilmente dai dialoghi secchi e talvolta crudi, in cui non manca però una buona dose di ironia. Nonostante l’atmosfera cupa ed amara che lo pervade,  Avere e non avere è a tutti gli effetti uno dei romanzi più interessanti e commoventi di Hemingway.

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