Avete il gabbiano Jonathan Listerine?

Immaginate una piccola libreria di provincia sulla costa siciliana. Un discreto viavai di gente, molti turisti, tanti stranieri, La libreria, come spesso accade, per tirare avanti offre anche altri servizi. Ci sono dei computer, ad esempio, dove la gente può accedere a Internet, e chi è di passaggio spesso ne approfitta per check-in online e stampa del biglietto aereo. Ci sono le moleskine, vero e proprio oggetto di culto tra quelli che non le usano affatto ( le comprano forse per collezionarle, per lasciarle perfettamente intonse, boh). L'altro giorno un cliente non riusciva a comprendere la differenza tra un quaderno a quadri e uno a righe, tra un'agenda e un taccuino, e sul perché la copertina rigida fosse più dura di quella morbida. Ieri invece qualcuno è entrato e ha chiesto: “Mi scusi, vendete palloncini colorati?”. Con un sorriso gli ho risposto di no e allora lui ha continuato: “Ma questa è una libreria, giusto? E non vendete palloncini. Strano... Lo smalto per le unghie invece ce l'avete, vero?”. Per fare il libraio bisogna armarsi di tanta pazienza. Soprattutto quando entra qualcuno interessato ai libri. Ogni tanto accade anche questo. Mi ricordo ancora quella volta in cui entrò una signora e chiese, per un regalo 100 colpi di spazzola prima di andare a dormire e cartoline di auguri per chi compie tredici anni…
Avete il gabbiano Jonathan Listerine? prima di essere un libro è sopratutto un blog (raggiungibile all'indirizzo apprendistalibraio.blogspot.it), nel quale dal 2010 Stefano Amato raccoglie, riportandole nella loro fedele e naturale comicità, tutte le disavventure che solo un commesso libraio può incontrare nel corso del suo duro lavoro. Chi ha lavorato anche per un breve periodo in libreria lo sa benissimo: quello del libraio non è affatto il mestiere più bello del mondo e, no, assolutamente no, chi entra in una libreria non è sempre un amante dei libri. Tutt'altro, verrebbe da dire sfogliando le esilaranti pagine dedicate alle più incredibili categorie di clienti che questo luogo può intercettare. Classico è l'esempio di chi si presenta al bancone senza sapere, nell'ordine né il titolo del libro che desidera, né il nome dell'autore, né pur minimi dettagli sulla trama. Se credete che trovare un libro a queste condizioni sia impossibile, vi sbagliate di grosso. Altre volte, quando la fortuna gira, un titolo c'è o almeno ne è rimasto un vago ricordo, forse la registrazione di un suono sul retro di uno scontrino o su un pizzino sgualcito da mesi di lavatrici e centrifughe: si scoprirà, dopo decine di domande e di minuti spesi in disperate ricerche, che si tratta di un volume fuori stampa dagli anni '70. Il cliente insisterà perché l'ordiniate lo stesso. Un'altra sfida che l'intrepido commesso è tenuto quotidianamente a superare è quella dei consigli: suo dovere sarà soddisfare le misteriose necessità di nonne alla ricerca del libro che il nipote dovrà custodire per tutta la vita come il Santo Graal (il più delle volte si tratterà de Le avventure di Pinocchio) o di zie in cerca di un regalo "per una persona di cui non so assolutamente nulla, so solo che non l'ho mai visto con un libro in mano". Più agevoli, invece, le richieste di quelle mamme a caccia di un libro per l'estate del figlio. Un libro che tratti di qualsiasi cosa, basta che sia sottile. Libretto che farà la gioia di chiunque lavori in una libreria (o che almeno la frequenti in modo “sano”), Avete il gabbiano Jonathan Listerine? ha un unico difetto: pochi, quasi nulli, sono i contenuti inediti rispetto al blog da cui è tratto. Chi già lo segue quindi non vi troverà nulla di particolarmente originale.

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