Avventure della ragazza cattiva

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Non è un amore, è una vera e propria malattia quella che colpisce il povero Ricardito per la nina mala. Iniziata a Miraflores, quartiere semiborghese di Lima, durante gli anni della sua infanzia, continua nei vari decenni e nei luoghi più disparati. Ricardo Somocurcio è un giovane rampollo della Lima bene degli anni ’50 e la “chilenita” sua vicina di casa, di cui non conosciamo né conosceremo mai il nome, finge di vivere in condizioni economiche altrettanto agiate, nascondendo un’altra, più misera verità ma riuscendo ad ammaliare lui e altri compagni di quartiere, rifiutando tutti, Ricardo in primis. Parigi, qualche anno dopo: Ricardo vive e lavora lì, fa l’interprete per l’Unesco, il mestiere che rende invisibili ma che  lui farà tutta la vita. La nina mala compare per caso, nelle vesti di guerrigliera della Mir, destinata a Cuba per l’addestramento. Sempre affascinante, ammalia uomini mentre lei stessa è ammaliata da soldi e benessere, forse proprio quello che la sua storia familiare non le ha mai concesso. Ricardo è sempre di passaggio nella sua vita, protagonista di sporadici incontri sessuali che non fanno altro che aizzare il fuoco della sua passione. Ma lui è e resterà il nino bueno, colui che lei non potrà mai soddisfare del tutto, a cui mai potrà dedicarsi con la medesima devozione. E gli anni passano, si susseguono eventi importanti della storia europea e mondiale e la nina mala pare essere ovunque, a Londra, donna di un miliardario inglese, in Giappone, dove il riccone di turno, stavolta, fa di lei una vittima, morale e fisica, delle sue voglie malsane e violente. Tutte le volte compare Ricardo, tutte le volte innamorato, pronto a soccorrerla, fino alla fine…

Inserti biografici, spunti personali, pezzi di storia, descrizioni minuziose, tutto questo fa da sfondo a una storia d’amore struggente, carnale,  viva in cui le emozioni sembrano prendere forma e diventare concrete, tangibili, respirabili. Lo scrittore peruano Mario Vargas Lllosa con Le avventure della ragazza cattiva ci regala sensazioni profonde, a volte disturbanti, sempre e comunque molto forti. Protagonisti della vicenda, due personaggi discutibili per differenti ragioni, l’uno per l’ingenua devozione, l’altra per la malsana bramosia di ricchezza che la rende senza scrupoli: entrambi destinati quasi a riscattarsi, in un finale che lascerà tutti i lettori senza fiato. I loro incontri e rincontri aumentano l’intensità del racconto, pagina dopo pagina, creando una costante tensione tra realtà e finzione, tra comico e tragico, con punte di un erotismo forte, violento, “sanguinoso”. Il risultato finale è un romanzo di spessore, avvincente e curioso, scritto da un sudamericano che di sudamericano ha ben poco, visto  l’ampio respiro dell’ambientazione che rispetta moltissimo il cosmopolitismo del suo autore- come il suo personaggio, interprete all’Unesco per molti anni: altro lato interessante dell’opera è appunto la meticolosa ricostruzione storica di eventi e personaggi importanti della storia mondiale dagli anni ’60 in poi, alcuni veri, come il guerrigliero cubano Guillermo Lobaton, altri inventati ma altrettanto realistici. Inevitabile se si riflette sulla biografia di Vargas Llosa, sulla sua presenza in luoghi nevralgici della storia del ventesimo secolo e sulla sua profonda conoscenza degli eventi chiave della politica degli ultimi decenni.



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