Avventure di un romanziere atonale

Avventure di un romanziere atonale
Il romanziere, seduto in una stanza quasi sferica, scriveva. Scriveva senza mai lasciarsi distrarre, scriveva a capo chino, scriveva qualcosa di estremamente divertente, di sbalorditivo. Ogni tanto qualcuno prova a distrarlo dal suo lavoro, qualcuno prova a portare scompiglio nel suo mondo: il suo mondo denso di infelicità ma in cui il romanziere si sente quasi – paradossalmente – al sicuro e protetto. C’è Doña Clota, anziana ospite esosa e dipendente dal totocalcio, Juan Bautista Ferochi, editore sadomasochista, Estela Zullini, vera e propria mangiatrice di uomini, che cercano di coinvolgerlo nelle loro vite. Ma il romanziere tenta, e riesce infine, a scrivere il romanzo tanto agognato: opera torrenziale, lunga più di duemila pagine, «era pura discontinuità». Sarà il suo migliore amico Coco Pico Della Mirandola a presentargli Ferochi, un tempo editore tirannico e schiavista, ora deciso ad autopunirsi con fallimenti e sofferenze e per questo ben contento di pubblicare il romanzo atonale…
Alberto Laiseca, nato a Rosario nel 1941, è senza dubbio uno degli scrittori argentini più eccentrici della sua generazione. È autore di una ventina di libri tra raccolte di racconti, saggi, poesie e soprattutto un monumentale romanzo di milletrecento pagine, Los sorias. Uscito nel 1982, sedici anni dopo che l’autore lo concludesse, in un’edizione limitata di trecento copie, Los sorias è considerato il romanzo più lungo della storia della letteratura argentina, e ha finito per adombrare il resto dell’opera di Laiseca. Ora, grazie alle edizioni Arcoiris, stiamo finalmente scoprendo di più di questo semisconosciuto (almeno per noi italiani) autore. La scrittura di Laiseca è ironica e delirante nel suo proposito di sovvertire generi e canoni letterari. Avventure di un romanziere atonale non è un romanzo facile, né l’eccentricità di Laiseca favorisce un’immediata empatia con il lettore. Tuttavia, il libro permette un accesso privilegiato a un mondo dalla creatività sfrenata e sovversiva, della quale l’autore ha atto il suo manifesto: «La realtà non mi interessa, io faccio realismo delirante». Approcciare questo testo non è semplice, può sembrare più volte ostico: bisogna solo che il lettore abbia voglia di sperimentare, di lasciarsi condurre dall’autore argentino. Poi, la curiosità di conoscere le altre opere di Laiseca prenderà il sopravvento.

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER