Bambini, ragni e altri predatori

Bambini, ragni e altri predatori
Bambini che vanno a vedere il circo di Buffalo Bill e diventano soldati sanguinari, un ragno gigante che invade una casa di campagna, dei pescatori che si sfidano in una macabra gara, un uomo che ha strani malesseri e comincia a sospettare dei genitori, il bambino di una famiglia di escursionisti che viene rapito da un essere misterioso, un contadino che decide di liberarsi di condomini invadenti con metodi non ortodossi, una spiaggia che pare sia frequentata solo da una bambina pallida, una croce antichissima che protegge un villaggio, un maiale che non ne vuole sapere di morire, un barbone che terrorizza un gruppo di adolescenti, una festa in spiaggia che non riesce mica tanto bene, una ragazza che crede negli gnomi, un uomo che diviene vittima di un antico rito rurale, una immigrata albanese che spera di entrare nel mondo della moda, un ex membro della Hitlerjugend che semina il terrore in una piccola città...
Spesso e autorevolmente, Eraldo Baldini è stato paragonato a Stephen King. Secondo noi invece questo suo ultimo lavoro è più vicino a Dino Buzzati e ai vecchi noir del regista Pupi Avati ("La casa dalle finestre che ridono", "Zeder" ad esempio). Paragoni questi che, pur essendo chi scrive un sincero ammiratore dello scrittore del Maine, ci sembrano ancor più lusinghieri. Il gusto del macabro e del surreale, i finali raggelanti ed amari e soprattutto l'ambientazione profondamente italiana e spesso rurale, con radici che affondano in una terra grassa di memoria, di epos, di leggende popolari, ma al tempo stesso colorata con spruzzi di nero e di rosso che sembrano presi pari pari dalle pagine di cronaca di un giornale italiano degli anni '60/'70, fanno di questa antologia una lettura spiazzante, interessante, inquietante, piacevolmente spaventosa. Fantasmi, animali orribili, minacce soprannaturali nei racconti di Baldini: ma soprattutto esseri umani feroci, spietati, pronti a sacrificare senza battere ciglio altre vite ad una tradizione, ad un demone interiore, ad un calcolo, ad una ossessione. E così dietro alle maschere grigie da tranquilli genitori di mezza età si nascondono dei killer spietati, così la popolazione di un intero paese prende prigionieri gli incauti viaggiatori per usarli come pedine (morte) in una gara tra galline, così un gruppo di bracconieri di palude mette su una bizzarra associazione a delinquere con un bruto assassino di bambini. Il livello dei racconti non è sempre omogeneo, ci sono alcune cadute di ritmo, ma "La Croce del Drago" e "Affetti familiari" sono piccoli gioielli. A Eraldo Baldini, una delle voci più vive e interessanti della nostra narrativa, va il merito di averci svelato l'orrore sottile e arcaico che si nasconde in un pianerottolo illuminato dal neon e puzzolente di minestrone.

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