Battuta di caccia

Battuta di caccia
Le vacanze sono finite, e dopo tre settimane di riposo Carl Mørk si ritrova nuovamente nella Sezione Q. Assad, il suo assistente, è sempre lo stesso: capelli neri e radi, occhi scuri e brillanti ed una grammatica un po' bizzarra. Per il resto, però, in poco più di venti giorni però di cose ne sono cambiate eccome. Per esempio l'arredamento: per trovare l'ufficio del capo della omicidi ci sarebbe voluto il GPS. E poi la nuova segretaria Rose, il cambiamento più sgradevole. Carl era subito corso dal capo a protestare ma si era scontrato con la sua fermezza: non c'era niente da fare, la ragazza avrebbe lavorato al suo fianco. Tornato alla sua scrivania ancora visibilmente contrariato il detective Mørk scopre che le sorprese non sono finite. In mezzo alla pila di fascicoli accatastati lì sopra spicca infatti un caso vecchio di venticinque anni fa. Un fratello e una sorella trovati martoriati nella loro casa di vacanza nel nord della Danimarca. Per Carl è impossibile capire chi abbia portato al suo capezzale quel fascicolo, ma è impossibile anche resistere alla fame di giustizia che quel caso, a così tanti anni di distanza, ancora invoca…
Dopo il successo de La donna in gabbia la collana “Giallo Svezia” di Marsilio propone la seconda avventura della sezione Q di Copenaghen. Carl Mørk, detective tormentato, acuto ma anche un po' indolente (ha sempre l'aria di uno che vorrebbe fare tutt'altro che il poliziotto), questa volta ha a che fare con un omicidio vecchio di venticinque anni il cui fascicolo piomba misteriosamente sopra la sua scrivania. Quasi fosse un pesce preso all’amo, il poliziotto si sente costretto ad indagare e viene trasportato nelle acque torbide e stagnanti di una Copenaghen dalla doppia faccia: bella e sfarzosa da una parte e povera e accattona dall’altra. Ma del resto tutti hanno una doppia faccia in questo avvincente thriller. Non solo i personaggi, che sono allo stesso tempo cacciatori e prede, ma anche il romanzo stesso: intriso di brivido e violenza da una parte pieno di sagaci battute e di senso dell’umorismo dall’altra. Jussi Adler-Olsen è capace di miscelare gli ossimori nelle giuste dosi, riuscendo nell’impresa di farci sorridere (anche se un po’ amaramente) e confortarci nelle situazioni più scabrose. Ed il risultato di questa miscela è un romanzo forte, avvincente, che fa sorridere senza far mai calare la tensione. Amanti dei thriller e fan di Stieg Larsson: non potete perderlo.  

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