To be continued

To be continued
“To be continued” è una potente formula magica capace di tenerci sospesi, in attesa, tra la messa in onda di una puntata e l’altra – che siano a distanza settimanali o quella, più breve, di un click per passare da un file digitale ad un altro – del nostro serial tv preferito. Racchiuso in questa formula c’è il destino di vita eterna dei protagonisti: questi corpi feticcio che si ostinano a non morire, perché rianimati di continuo dalla nostalgia del pubblico, dalle strategie di marketing dei pubblicitari, perché le loro immagini resteranno sempre nelle maglie della rete globale. Dexter Morgan, Don Draper, Sookie Stackhouse, Tony Soprano, Walt Whitman, Cal Lightman – solo per citare alcuni dei protagonisti – fanno parte del nostro immaginario collettivo, i loro corpi sono dissezionati, smembrati ed analizzati, ci tengono compagnia nei momenti liberi davanti allo schermo dei nostri laptop in qualunque luogo del pianeta ci troviamo, diventano amici, fratelli, compagni per un pezzo della nostra strada, in loro sono riflesse – quasi come un potente gioco di specchi – le nostre passioni, i nostri sogni, i desideri inconfessabili, le nostre quotidiane sconfitte…
Claudia Attimonelli e Angela D’Ottavio – entrambe ricercatrici presso l’Università di Bari – raccolgono, in un agile e godibilissimo volume, dodici saggi che hanno come filo rosso l’analisi dei corpi nelle serie tv e, assumendo una prospettiva più ampia, l’intero fenomeno della dipendenza seriale che la maggior parte di noi ha raggiunto in questi anni. Chi non ha meditato sulla morte/vita guardando Six Feet Under oppure Breaking Bad? Chi non si è posto delle domande su quante bugie e quante verità nasconda ogni singolo viso che incrociamo così, casualmente, nella nostra vita pensando a Lie to me? E chi non ha amato il cinismo, l’arroganza di House mentre cura i suoi pazienti disumanizzandoli e rendendoli solo corpi su cui ragionare e su cui manifestare la propria perizia? Sex & the City ha, finalmente, sdoganato il falso perbenismo e mostrando al mondo il linguaggio che le donne utilizzano nella vita reale, cambiato il modo di percepire l’universo femminile. In Italia, Boris ha ironicamente mostrato tutte le pecche della nostra macchina di produzione cinematografica divenendo una delle serie più popolari e amate. Probabilmente le serie tv hanno raggiunto un ruolo privilegiato per analizzare il presente. È difficile dare una risposta certa. “Nel generale evaporare delle forme, dei supporti, dei formati, quale sarà la prossima incarnazione della narrazione epocale? Ci sarà un’incarnazione, mentre tutto sembra sul punto di mutare e disincarnarsi? Chi narra, chi è narrato, chi cerca narrazioni condivide questa incertezza” riflette Marco Mancassola nel suo saggio. Non resta che attendere. To be continued. 

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