Beati i puri

Beati i puri

Ci siamo. Finalmente l’attesa sta per finire. Andrea Bellomo sa che quando tra qualche secondo le luci si spegneranno e lui calpesterà le assi di legno di quel piccolo teatro di provincia non ci saranno più reti di protezione per il suo spettacolo, per il suo lavoro di regista e attore indipendente e sopratutto per la sua vita. Superati i trent’anni è arrivato oramai sul ciglio del baratro. O spicca finalmente il volo, o precipita. L’organizzazione di quella prima teatrale sono mesi che lo coinvolge e non ammette fallimenti. Insieme a Viviana, la sua ragazza, ci ha lavorato come un pazzo giorno e notte per rendere il tutto impeccabile e tecnicamente perfetto. Ma quando il sipario si apre, la realtà si mostra ad Andrea in tutta la sua brutalità. A parte Viviana, il giornalista Marco De Bellis – amante a sua insaputa proprio di Viviana ‒, i due aiutanti che con lui hanno montato la scenografia e un tizio intento a sciogliersi un pezzo di fumo, il teatro è completamente e glacialmente vuoto. Andrea resta immobile sul palcoscenico e in quel momento non ha neanche la forza di pensare a sua madre, ai sacrifici che ha fatto per crescere da sola lui e sua sorella Maria ‒ che diversamente da lui ha abbandonato Lecce per Roma diventando una star del cinema ‒, alla sua ennesima sconfitta, all’incapacità di dare ascolto al suo orgoglio, di assecondare il suo talento che evidentemente da solo non basta più, a quel segreto inconfessabile che come un macigno si porta dentro da una vita…

Luciano Pagano, blogger di lungo corso, scrittore e da qualche tempo anche editore, conosce bene le difficoltà di conciliare talento artistico e fama, ben sapendo che le due cose spesso non coincidono. Ed è così anche per i due suoi protagonisti, che ottimamente incarnano questi due archetipi. I due fratelli Bellomo infatti sono le due facce della stessa medaglia e se Andrea, schiacciato in una realtà provinciale, è in continua lotta col fallimento, con il mancato riconoscimento delle sue capacità artistiche e con l’incubo di dover scendere a compromessi pur di cercare di farle emergere, proprio sua sorella Maria che volata a Roma sarà improvvisamente e senza merito baciata dalla dea della notorietà diventerà colei che gli offrirà quella chance di riscatto agognato fino a che lo stesso non finirà per oscurare la sua stessa luce. Ma non c’è solo questo nell’ottimo romanzo di Pagano. C’è anche la famiglia al centro della storia e sopratutto il legame di sangue strettissimo fra i due fratelli, cementato però da un inconfessato buco nero che da sempre, come un mostro tentacolare, li tormenta e li divora. Una storia fatta di continui salti temporali, di presente e passato che si rincorrono, di possesso e sangue, di morte, devozione e ineluttabile tormento.



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