Betty Suicide

Betty Suicide

Ormai la piantina della città è stampata nella sua testa in tutti i minimi dettagli, impressa nei pensieri come un marchio a fuoco sull’epidermide. Del resto la memoria è uno degli elementi fondamentali del suo lavoro, un impiego che Anastasija Kalashnikova sa svolgere a dir poco alla perfezione. Per questo le vengono affidati gli incarichi più spinosi. È bellissima Anastasija, ed è una spia russa: la missione per la quale si trova a Chicago è quella di recuperare un oggetto banale, semplice, comune. Una chiavetta USB. Nella cui memoria però, così come nella sua sono conservati incroci e piazze, è custodita una formula segretissima e di assoluta importanza di cui deve appropriarsi. Per far questo non esita a dire di chiamarsi Irina e a sedurre Costas Crowley, uno stimato scienziato a stelle e strisce, che per lei compie un crimine. Quando si rende conto però di non contare nulla, la sua reazione sarà violenta. E non è che l’inizio…

Ambientato di fatto nei suoi eventi nevralgici ‒ ma non mancano riferimenti al passato, per capire bene di cosa si stia parlando ‒ nell’arco di ventiquattr’ore in una città tra le più grandi, popolose, suggestive e ritratte dal cinema e dalla tv (The Blues Brothers, Gli intoccabili, Il fuggitivo, Mamma, ho perso l’aereo, Alta fedeltà, La memoria del cuore, Divergent, ER, Prison Break, Shameless e The Good Wife, solo per fare qualche titolo) degli Usa, ossia Chicago, ventosa per antonomasia, che l’autore pare conoscere davvero in maniera approfondita, il romanzo di De Nardi rivitalizza con un’ottima caratterizzazione di personaggi e ambienti e un ritmo ben sostenuto un genere letterario fra i più classici. Ovvero il thriller basato su dinamiche di spionaggio e caccia all’uomo, in cui l’autore amalgama assai bene numerosi temi e varie modalità espressive, tra sesso e ironia, azione e violenza, credibile e mai gratuita, inseguimenti, sparatorie e assassini seriali. In arte (per così dire) Betty Suicide, Anastasija Kalashnikova ‒ un nome un programma, che ricorda, mutatis mutandis, la Jennifer Lawrence di Red sparrow di recente in sala ‒ è una donna bellissima e fatale. Che tutti vogliono morta.



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