Bianco letale

2012: Londra sta per ospitare i Giochi Olimpici e le Paralimpiadi. Dopo la soluzione del caso dello “squartatore di Shacklewell” l’agenzia investigativa di Cormoran Strike naviga in acque più tranquille dal punto di vista economico e il lavoro non manca, ma l’ improvvisa notorietà mal si addice al lavoro di detective privato, soprattutto se a diventare famoso - e dunque riconoscibile - è un uomo dalla stazza imponente che zoppica a causa della protesi ad una gamba, perduta a causa di una mina nel corso della guerra in Afghanistan; per fortuna Cormoran è riuscito ad assumere nuovamente Robin Ellacott, come socia questa volta, nonostante quel “qualcosa” di irrisolto tra loro - l’uno impegnato in una relazione senza sbocchi, l’altra alle prese con la consapevolezza di un matrimonio fallito in partenza e che tenta comunque di rimettere in carreggiata - che va decisamente oltre il rapporto professionale. La tranquilla routine dell’ufficio viene scossa un mattino dall’improvvisa comparsa di Billy Knight, un ragazzo con evidenti problemi psichici che racconta i dettagli di un infanticidio al quale riferisce di esser stato testimone da bambino con troppa precisione per far pensare ad un semplice delirio… E se questo cold case fosse intrecciato ad un tentativo di ricatto a cui sembra essere sottoposto Jasper Chiswell, potente Ministro della Cultura, conservatore e dal passato burrascoso?

Nel 2013 nelle redazioni di diverse case editrici venne recapitato il manoscritto di un autore sconosciuto, Robert Galbraith, avente come protagonisti un burbero investigatore privato, Cormoran Strike, e la sua assistente Robin Ellacott: si intitolava Il richiamo del cuculo. Alcuni editori rifiutarono semplicemente il libro, qualcuno (Constable & Robinson, con una certa reputazione nel panorama letterario britannico, per aver dato alle stampe il Dracula di Bram Stoker) si premurò di suggerire all’autore di frequentare un corso di scrittura. Il redattore che dall’alto della sua esperienza dispensava consigli al neofita non poteva sapere che dietro lo pseudonimo di Robert Galbraith si celava JK Rowling, appassionata lettrice di gialli e thriller e soprattutto creatrice della saga di Harry Potter , da anni stabilmente in vetta alle classifiche dei personaggi più famosi e più ricchi al mondo, forte di un patrimonio personale tale da potersi probabilmente permettere di acquistare la Constable & Robinson senza pensarci due volte. Il libro venne poi pubblicato da Sphere Books, vendendo 1500 copie prima che vera identità dell’autrice fosse rivelata; quel primo volume ha inaugurato un ciclo proseguito con Il baco da seta , La via del male e di cui Bianco letale costituisce il quarto capitolo. La trama prende l’avvio esattamente dal punto in cui si concludeva il precedente romanzo, procede in modo lineare ed ordinato nella scia della tradizione del giallo classico britannico, con le tessere del puzzle investigativo generosamente sparpagliate lungo le quasi 800 pagine di un racconto che, pur facendo ricorso solo a pochi - ben piazzati - colpi di scena, non fa mai scemare l’attenzione del lettore, catturata dall’ampio spazio dedicato alla caratterizzazione dei personaggi e dalle complesse dinamiche sentimentali e psicologiche che i protagonisti intrecciano e di cui le citazioni introduttive di ogni capitolo tratte da quella gemma oscura del teatro ibseniano che è Rosmersholm fanno da lente di ingrandimento. Dai libri del ciclo è stata tratta una serie tv prodotta dalla BBC, Cormoran Strike , che proprio con Lethal White inaugura la sua quarta stagione, con Tom Burke nei panni dell’investigatore e Holliday Grainger in quello di Robin Ellacott.



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