The big man

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Thornbank, piccolo centro della Scozia rurale. Una banda di loschi individui avvicina Dan Scoular, soprannominato Big Man per la sua stazza imponente, e gli propone di partecipare ad un incontro di pugilato a mani nude. La cosa è illegale, ma la cifra in ballo risolverebbe molti dei problemi di Dan. La tentazione si fa forte...

Un vero uomo è un uomo sul quale nessuno può accampare proprietà, uno che resta sempre e solo ‘di se stesso’. Ecco il messaggio forte alla base di questo romanzo del grande scrittore scozzese William McIlvanney. Per gli abitanti del suo villaggio, il protagonista Dan Scoular è un ‘Big Man’ non solo per i muscoli scolpiti, il fisico imponente e i pugni come querce. È inviolabile, autonomo, generoso. È un working-class hero, e come tale però deve passare attraverso il suo personale deserto delle tentazioni. Il punto debole su cui fa perno il Satana di turno non è la vanità come quasi sempre accade, e in un certo senso neppure le difficoltà economiche (che pure l’autore denuncia con misurate allusioni, brevi descrizioni, poche efficaci pennellate), ma un matrimonio che sta andando a rotoli. Per riconquistare la stima, o forse il disprezzo, ma comunque l’attenzione di sua moglie Betty, Dan accetta di combattere per soldi. Scoprirà poi che lui ed il suo avversario, un proletario sfruttato come lui, sono solo pupazzi nelle mani di un potere becero e spietato che li compra, li vende, li usa e poi li getta. Metafora potente della società capitalista e critica fine dei valori machisti, il combattimento a mani nude tra Dan e Cutty è il cuore del romanzo e porta il protagonista in una nuova dimensione di consapevolezza, che necessariamente fa scattare la ribellione. Più esistenzialista che socialista, McIlvanney non smette di sottolineare l'importanza dell'azione collettiva e della solidarietà e pensa che la ricerca di ogni uomo debba concludersi con una realizzazione di se stesso attraverso l'autenticità. E autenticità dona a piena mani, con una scrittura tesa e commovente che ricorda molto il cinema di Ken Loach.



 

 

 

 
 
 
 

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