Biglietto scaduto

Biglietto scaduto
Jacques Rainier è ricco e dalla vita ha avuto tutto, anche una fidanzata brasiliana molto più giovane di lui che sembra amarlo con profondità e passione. E’ un incontro a Venezia a fare nascere i primi, molesti pensieri: Jim Dooley, suo ricchissimo coetaneo e uomo che può salvargli l’azienda da un traumatico fallimento, gli parla di virilità e declino, di età non più giovane e spettro dell’impotenza sessuale, e Jacques si accorge improvvisamente che forse i suoi cinquantanove anni non sono così indolori come ha sempre pensato. In effetti il sesso non è più quello degli anni giovanili: le differenze non si notavano prima, ma adesso è tutto più chiaro. Drammaticamente chiaro. Anche lui, Jacques Rainier, è in progressiva caduta verso una senilità impotente. Eppure Laura lo ama, gli scrive bellissime lettere che lo riempiono di gioia e lo fa sentire finalmente felice di ciò che sta vivendo: che sia questo il problema? Che sia la giovanissima Laura, così appassionata ma anche paziente e innamorata, a instillargli gocce venefiche di ansia da prestazione? E i medici che consulta non fanno altro che confermare i suoi tristi dubbi…
Ci sono libri che incontri per caso, e dopo averli letti consideri quella casualità un evento felice. Un’amica mi ha suggerito la lettura di Biglietto scaduto, e dalle prime pagine ho capito perché: lo stile è impeccabile, l’argomento inusuale, alcuni capitoli riescono a straziare di piacere se ami la bella scrittura. Le contorsioni mentali di Jacques Rainier sono probabilmente le stesse di molti cinquantanovenni realizzati e avvezzi a ogni piacere, nei quali l’ansia da prestazione e, successivamente, la trasformazione fisica delle prestazioni sessuali sono il segno di un declino che può essere inaccettabile. Dipende, se vogliamo rifarci al romanzo e citare Lili Marlene (per capire chi sia suggerisco la lettura del libro), da quanto si voglia restare giovani mentre si invecchia. La voce maschile narrante è un elemento di notevole forza in questo romanzo scritto da un autore poi morto suicida, perché avvicina per qualche ora anche le donne ai pensieri che possono tormentare il più prestante degli amanti, e spiegare almeno parzialmente comportamenti contraddittori nella relazioni d’amore più belle. Anche in questo caso, come è ormai abitudine, concludo con un commento riservato a pochi: chapeau.

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER