Black neon

Black neon
Genesis Shania Neilson in fondo se lo doveva aspettare. Accettare incontri su Craiglist dopo quella volta che quasi ci aveva lasciato le penne con quello psicopatico in seguito ribattezzato dalla stampa Lo Squartatore di Reno non è esattamente quella che si definisce una buona idea. Stavolta però l'occasione le sembrava ghiotta e priva di rischi. Tre universitari brufolosi in cerca di emozioni forti dovevano essere pratica più che ordinaria. Eppure anche quella sera la situazione era degenerata. I tre coglioni avevano voluto strafare ed era finita picchiata e violentata a turno. Fortuna almeno i cinquanta dollari rimediati per la sua bella dose di metanfetamina. Pensa a tutto questo Jenny, leccandosi le ferite e non solo, dal suo pusher portoricano Paco, un pazzo con cui esce da sei mesi. Ed è lì, in quel letto lercio, mentre Paco è in bagno a ripulirsi, che le esplode in testa la malsana idea di rubargli l'intera scatola di dosi che il gigante di colore custodisce sotto il letto. Una grande, pessima idea. In un attimo l'uomo le è infatti addosso e a calci, pugni e minacce la scaraventa fuori di casa, sul vialetto umido di cemento. Sta per finirla quando un angelo vestito di pelle nera, le si para davanti. Lupita Philadelphia Santos-Lucero Fatima de Garcia, per tutti solo Lupita, bella come il sole, pistola in pugno, moncherino all'altro braccio e pochissima voglia di scherzare. Paco lo sa ma non fa in tempo nemmeno a sollevare una mano che la ragazza ispanica lo fredda sull'uscio con quattro precisissimi colpi che lo lapidano al suolo. Le due ragazze, sbrigati i convenevoli di rito montano sulla Cadillac nera del sicario e s'incamminano svelte sotto i primissimi raggi di luce del giorno. Sarà per Jenny l'inizio di una nuova vita?
“[...] Il fatto è che a volte quando leggo i cosiddetti titani della letteratura americana come Safran Foer o Dave Eggers, ho la sensazione che non abbiano la minima idea di cosa succede fuori dalla loro cameretta e dai loro corsi di scrittura. Preferisco uno come Herbert Hunke, che faceva il marchettaro e si drogava”. Signore e signori, Tony O'Neill. Uno che in soli trentaquattro anni è già riuscito a essere musicista indie di successo, tossico sfrenato sull'orlo del precipizio e ora scrittore – giura lui - ripulito. E certamente delle sue opere tutto si può dire tranne che puzzino di posticcia e stantia retorica autoreferenziale e/o ombelicale. Anche questo romanzo infatti, sequel del già pirotecnico Sick city, trasuda tutta la sua crudissima (mala)poetica da strada. In un mix di noir, magia, cinema, divertimento nerissimo, droga fino allo sfinimento e personaggi sempre con un piede oltre il baratro, l'inossidabile e strampalata coppia Randall & Jeffrey torna a rimettersi in pista finendo per incrociare i propri destini con quelli di Jenny e Lupita, loro alter ego femminili, per un'impareggiabile e imperdibile quartet ad altissimo tasso esplosivo. Unica avvertenza. Non somministrare al di sotto dei dodici anni!

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