Blink – La scintilla

Blink – La scintilla
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Loki si è appena risvegliato in un luogo che non riconosce. Davanti a lui quattro occhi lo scrutano con apprensione: sono quelli del maggiordomo Bernard e del giovane garzone che lo accompagna. Il suo ultimo ricordo è il Ragnarok che ha scatenato ad Asgard, in fondo gli dei hanno meritato il grande Caos, con quel loro modo di trattarlo sempre con sufficienza, dall’alto della loro infinita saggezza. Basta poco perché l’Ingannatore si accorga di essere finito a Midgard, nella terra senza magia degli uomini. Il suo nome ora è Duca di Sgärd, l’anno il 1872 A.D. Ancora non sa che la sua vita sta per cambiare dopo l’incontro con una ragazza che, al contrario di tutti i suoi simili, conserva nel suo petto una scintilla di quella magia che tanto gli manca del suo mondo. La giovane Elizabeth Sygine è un bocciolo di rosa che ancora non ha capito le sue vere potenzialità. Grazie alla scintilla che brilla nel suo petto Loki potrebbe tornare nel suo mondo, ad Asgard, e conquistare una nuova vita dopo il Ragnarok che l’ha sconvolta e ne ha cambiato per sempre il volto. Gli serve un piano per impossessarsi della magia della ragazza, ma ben presto si accorge che Beth non è così accondiscendente e dolce come dovrebbe esserlo una fanciulla del suo rango sociale. Dei fatti accaduti in passato con chi occupava prima il corpo del Duca di Sgärd, libertino e poco incline alle buone maniere, fanno sì che lei lo odi con tutte le sue forze…

L’autrice dà vita a un interessante esperimento in cui l’affascinante mitologia norrena si mescola a una narrazione dal gusto ottocentesco in perfetto stile Jane Austen. Loki, il dio dai molti volti, l’ingannatore, il burlone in questo romanzo breve si trova a fare i conti con un sentimento che sicuramente non contraddistingue le sue azioni nelle storie del mito da cui è stato “prelevato”: l’Amore. Quello che ci troviamo davanti è un particolare sottogenere del “romance”: una trama romantica ma con elementi fantastici o paranormali al suo interno, che strizza l’occhio al pubblico delle lettrici più giovani. La storia d’amore tormentata fra Loki e Beth occupa gran parte del plot e ogni elemento narrativo è secondario (e funzionale) rispetto a questa. I due amanti dovranno infatti affrontare varie peripezie, fra cui la lotta con il temibile guardiano Heimdall, il guardiano di Bifrost, il ponte dell’Arcobaleno che nella tradizione norrena unisce il Regno di Asgard e Midgard. Altri elementi di contorno sono gli accessori steampunk: il mondo in cui vive Elizabeth è fortemente influenzato da tecnologie a vapore e il suo stesso padre è un inventore che ha dato vita a diverse tecnologie fra cui gli androidi utilizzati dalle famiglie facoltose di Londra, chiamati “Vuoti”. La scrittura è scorrevole ed equilibrata fra descrizioni e dialoghi, procede con un doppio narratore interno: si alternano infatti i punti di vista di Loki e Beth, resi a livello grafico con dei piccoli simboli (delle rune e un cuore meccanico racchiusi in un serpente) che introducono la voce narrante. Lo schema narrativo semplice è reso avvincente dalla scelta di attingere a un universo mitologico ricco e interessante, e proprio per questo avrebbe potuto essere sviluppato per creare un romanzo multigenere dalla struttura più originale, piuttosto che fermarsi al mero aspetto romantico e “per ragazze”.



 

 

 

 
 
 
 

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