Bloggo con Wordpress dunque sono

Bloggo con wordpress dunque sono

La nascita del World Wide Web fu un antidoto alla perdita di memoria, una soluzione geniale ideata e implementata da Tim Berners-Lee al CERN di Ginevra per far sopravvivere la conoscenza al passare del tempo e al naturale turnover tra i ricercatori. Ad essere messe in comune dapprima furono informazioni tecniche, ma ben presto il web – valicati i confini della rete aziendale dell’istituto di ricerca elvetico e superata la breve stagione della comunicazione classica basata sul broadcasting – è diventato un gigantesco, infinito deposito/palcoscenico per le nostre identità. Per citare Domenico Fiormonte, “La rappresentazione-codifica scritta dell’individuo sconfina ben oltre il sé materiale. Travalica il corpo e si innesta nell’eterno flusso di dati digitali che ci precede, ci circonda, ci avvolge”. Ad accompagnare questa mutazione epocale è stato lo sviluppo della tecnologia dei cosiddetti CMS, i content management system, cioè i software in grado di “costruire” pagine web a partire semplicemente dall’immissione di un testo e dalla scelta di opzioni abbastanza intuitive, che hanno reso accessibile a (quasi) tutti la pubblicazione di siti web. Dal primitivo Geocities al rivoluzionario Blogger e soprattutto al raffinatissimo Wordpress, un vero e proprio “identity management system”…

Oggi che il dominio dei social network sembra aver relegato i blog personali – che necessitano di un minimo di impegno, di continuità, di approccio autoriale e non garantiscono certo la stessa visibilità immediata di un post o di un tweet – a una posizione di retroguardia, sembrerebbe un po’ fuori moda dedicare un saggio alla piattaforma per la creazione e la gestione di blog più utilizzata al mondo. La scelta appare meno intempestiva se si guarda ai blog, come fa giudiziosamente notare Emanuela Zaccone nella sua prefazione di Bloggo con Wordpress dunque sono, come a strumenti di definizione e descrizione del “personal brand”. Proprio in quanto veicoli perfetti della comunicazione dell’identità digitale se ne occupa Paolo Sordi, responsabile della comunicazione digitale e dei nuovi media per la LUISS Guido Carli, professore di Progettazione e realizzazione di siti web nel corso di Laurea magistrale di Scienze dell’Informazione, della Comunicazione e dell’Editoria della Facoltà di Lettere dell’Università di Tor Vergata e curatore assieme a Domenico Fiormonte di Infolet, un blog su informatica e letteratura. Edizione italiana del volume dal titolo I Am: Remix Your Web Identity edito da Cambridge Scholars Publishing, il saggio di Sordi ha un’impostazione tipicamente anglosassone: linguaggio abbastanza ricercato, digressioni, riflessioni quasi filosofiche che vanno molto oltre il concetto di manuale tecnico e i canoni della pubblicistica informatica italiana. Questo rende il libro particolarmente adatto agli autori o aspiranti autori di blog, più che agli utilizzatori già mediamente esperti di content management system in generale e Wordpress in particolare. Ma per chi ha voglia di riflettere oltre che di scrivere stringhe di codice è un’eccellente lettura.



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