Boing Generation

Boing Generation
Pietro è un ragazzo atletico, muscoloso, pieno di altruismo e di voglia di vivere: le sue giornate trascorrono tra il lavoro di tassista e la palestra allestita nel suo monolocale. Purtroppo ha un brutto vizio: è un drogato, e troppo spesso sente la necessità di sniffare una striscia di cocaina, in macchina o sulla tavoletta del water non importa. Rosco è un disinvolto e affascinante sciupafemmine: conquista tutte le ragazze che vuole, le seduce e appena queste si innamorano di lui vengono abbandonate, scaricate, dimenticate: così accade a Ginevra, a Marta, a Irene e a Patrizia, fino a Giulia, abbandonata proprio nel momento in cui il giovane si rende conto di aver sbagliato lasciando scappare gli amori della sua vita innumerevoli volte. Davor Crema è un musicista: cavalca la scena come un surfista tra le onde e il rumore del pubblico gli fa salire l’adrenalina come nessun’altra cosa. Una sera, dopo un grande concerto che registra il tutto esaurito, torna a casa pieno di gioia: purtroppo aprendo la porta ad aspettarlo non ci sono sua figlia e sua moglie, ma un bigliettino che annuncia la loro fuga. Poi c’è il quarto protagonista, attivo nel mondo delle fotocopie: la sua vita continua nell’anonimato tra la fidanzata che lo assilla e i genitori che lo innalzano a grande eroe viziandolo in ogni cosa. Un giorno, disperato, decide di suicidarsi gettandosi dalla finestra, ma prima del gesto estremo si rende conto che non servirebbe a risolvere la sua situazione. Tutti e quattro si ritrovano, dunque, in un momento di totale confusione della propria vita: si incontrano poi a bordo della macchina di Pietro per iniziare un lungo viaggio, verso chissà dove, ma lontani dalla loro vita, saltando come canguri senza marsupio…
Boing Generation ci mette dinanzi alla più popolare delle culture moderne: i quattro protagonisti sono stereotipi dei diversi idoli che i giovani d’oggi guardano con stupore e meraviglia. Pietro è il palestrato forzuto felice della sua esistenza, Rosco è il bello che riesce ad avere tutte le ragazze che vuole e Davor Crema è il musicista da grandi palcoscenici. Solo l’io narrante del romanzo si distacca dalle tre realtà, ma allo stesso tempo anch’egli riesce nel miracolo dell’essere sopravvalutato e amato dai genitori. Ovviamente però la loro realtà non può essere tutta rose e fiori e ha un risvolto della medaglia che porta alla tragica decisione della partenza: una storia che vede saltellare i protagonisti, come appunto ricorda l’onomatopeico titolo, tra la superficialità del mondo e le debolezze dalle quali scappano con tristi sotterfugi: la droga, il telefono spento, il rumore del pubblico, un cane di pezza col quale parlare. Tutti e quattro stereotipi anche del più recente concetto di bamboccione rinchiuso in un mondo di perfezione e incapace di rapportarsi ad una realtà esterna cruda ma veritiera. Non è la bellezza esteriore che porta al successo, ci insegna Luca Sacchieri, che è al suo terzo romanzo, quello che più ci colpisce: non saranno i muscoli a fare bello Pietro, tantomeno il ciuffo ben pettinato di Rosco, ma quello che hanno dentro, ciò che permette loro di dire di aver vissuto, o almeno di averci provato, affrontando i problemi della quotidianità. Boing Generation è un romanzo per tutti, senza esclusione: affronta realtà moderne e popolari, narrate in maniera giovanile e piacevolmente scorrevoli, magari con qualche volgarità di troppo, ma sicuramente dovuta alla modernità del linguaggio pop. Una profonda introspezione sul mondo odierno e sulla realtà giovanile che nessun lettore attento può perdere.

 

 

 

 
 
 
 
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