Bombay Time

Bombay Time
È un frastuono di clacson assordanti che tentano inutilmente di dare un ordine allo sciame impazzito del traffico, una distesa di roventi e ammaccati cofani coperti di polvere, una città in cui il mito millenario si mischia con le tradizioni del quotidiano dando vita a rituali magici che scandiscono il tempo di una metropoli moderna che ha ancora i sapori di un’antica babele. È tutto questo e molto altro ancora a rendere unica Bombay, il trionfo dei colori a discapito della forma. E in mezzo a tutto questo la comunità parsi - quasi fosse un elemento a sé stante, orgoglioso delle proprie umili origini - si è solidificata come un corallo lungo le pareti di Wadia Burg. Ed è lì che il povero Rusi Bilimoria litiga con la moglie Coomi che, immancabilmente, è chiusa in bagno e non accenna ad uscire, costringendo la coppia ad arrivare in ritardo alla cerimonia di matrimonio di Mehernosh Kanga. Qualche piano più sotto l’anziana vedova Dosa Popat ascolta attentamente le urla dei coniugi, pronta a spettegolare con i vicini nei giorni seguenti. Jimmy Kanga, invece, ha lasciato il palazzo da qualche ora e, sudato e teso, è intento a verificare che ogni cosa proceda per il verso giusto, del resto non riuscirebbe mai a perdonarsi se qualcosa andasse storto durante la serata…
Edito per la prima volta in Italia nel 2004 presso i tipi di Marco Tropea, Bombay Time è il romanzo che segna l’esordio di Thrity Umrigar, firma di successo presso il pubblico italiano, tanto che la stessa Neri Pozza - che ormai dalle sponde del Naviglio potrebbe tranquillamente trasferirsi sulle rive del Gange, considerando la vasta produzione di indiani in catalogo - ha da poco dato alle stampe Il prezzo del paradiso, dopo aver pubblicato L'ora del tramonto nel 2006. Bombay Time è un romanzo dall’impianto atipico, caratterizzato da una struttura che rimanda ai modelli classici della tradizione indiana, il libro infatti non è che un collage di numerosi racconti che, capitolo dopo capitolo, espongono ed esplorano il passato degli abitanti di Wadia Burg. Ogni sezione quindi è come un appartamento, un domicilio che contiene la propria personalissima storia, mentre il testo nel suo insieme è un condominio: da un lato rappresenta l’insieme di tutte queste avventure, dall’altro è un vero e proprio microcosmo indiano, un nucleo attorno al quale le parti prendono forma in questo impasto dai sapori tipicamente etnici. E così dopo le numerose collaborazioni giornalistiche con il Washington Post e il Boston Globe è arrivato il momento per Thrity Umrigar di sperimentare la via del romanzo, esperimento che possiamo considerare pienamente riuscito e che ha dato vita a questo libro dalla lettura piacevole e scorrevole.

 

 

 

 
 
 
 
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