Bouvard e Pécuchet

Bouvard e Pécuchet
Bouvard e Pécuchet si incontrano per caso in una calda giornata parigina del 1838. I due scrivani sono attratti dalla somiglianza che hanno i loro cappelli: entrambi presentano in bella vista il nome del proprietario. Con questa scusa iniziano a parlare del più e del meno e in breve nasce un’amicizia. I due uomini lavorano come copisti e sono insoddisfatti della vita nella metropoli francese. Pécuchet scapolo e Bouvard vedovo, passano il tempo a discutere di una possibile fuga in campagna. La manna dal cielo arriva da un’improvvisa eredità: il padre di Bouvard lascia tutti i suoi averi al figlio. In breve si combina una compravendita e si fugge. Qui, per capire come funziona la vita agreste, i due si mettono a studiare trattati di agronomia e chimica, ma i loro esperimenti non condurranno ad alcunché. Minimamente scoraggiati dagli insuccessi, i due inizieranno un viaggio avventuroso lungo tutto lo scibile umano, dalla storia alla filosofia, dalla letteratura alla teologia, passando per la politica, la ginnastica e l’archeologia. Un’odissea che li porterà a sperimentare con mano quanto fragile sia la conoscenza e quanto travagliato sia il percorso della mente umana desiderosa di conoscere e galvanizzata dal dubbio critico...
Bouvard e Pécuchet sono sempre stati additati come due inetti. La loro parabola attraverso lo scibile umano è invece un piano d’attacco illuministico contro le certezze ottocentesche: il loro ‘metodo’ smonta le convinzioni dei professori e degli esperti e in certi casi viene additato addirittura di eresia o di anticlericalismo. Il libro - incompiuto, ultima opera di Gustave Flaubert - agli occhi del lettore contemporaneo può sembrare noioso, soprattutto quando l’autore si perde in descrizioni troppo puntigliose e pedanti. Ma se si resiste, si scoprirà quanto imponente sia la lezione di questo classico: non c’è niente che tenga contro lo scetticismo disincantato e critico di questi due uomini comuni. Bouvard e Pécuchet sono due come noi, sempre pronti a documentarsi e a mettere in discussione le teorie consolidate. Una buona lezione per chi crede di sapere tutto con un click su Wikipedia o acconsente passivamente a quello che i ‘sapienti’ (oggi i media) ci fanno passare per vero. Un capolavoro di ingegno (e probabilmente di nichilismo) letterario. Obbligatorio.

 

 

 
 
 
 
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