Boy A

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Nome nuovo vita nuova. E' quello che deve aver pensato Jack quando ha deciso di chiamarsi così, in modo che nessuno possa collegarlo al crimine terribile che ha compiuto da bambino e che lo ha costretto in prigione fino ad adesso. Mentre cammina verso la casa che diventerà la sua nuova casa al suo fianco c'è Terry, il suo assistente sociale, per tutti gli altri semplicemente suo zio. Per tutta la sua vita non ha conosciuto altro che letti e mura di carceri, così questo nuovo appartamento gli sembra stupendo. Ormai è un adulto ma non può fare a meno di osservare tutto come fosse un bambino appena nato. Domani sarà anche il primo giorno di lavoro, ha un posto in una ditta di consegne a domicilio. Nuovi colleghi di lavoro, nuova gente, nuove amicizie. Deve stare attento. E' solo in libertà vigilata, qualunque cazzata potrebbe rispedirlo dentro. Ma soprattutto non osa pensare a cosa succederebbe se tutte queste nuove persone scoprissero chi è veramente e che cosa ha fatto...
Boy A dell'inglese Jonathan Trigell è un romanzo di formazione ispirato a un fatto di cronaca del 1993, quando il piccolo  James Bulger venne ucciso da due bambini poco più grandi. L'autore alterna la storia di Jack ambientata nel presente, dove il protagonista è in libertà vigilata e sotto falso nome, al racconto della sua infanzia e delle vicende che lo hanno portato a commettere il crimine per il quale è stato arrestato. Trigell evita con cura di cadere in psicologismi affidandosi senza sbagliare nella forza della sua scrittura, fatta di dialoghi aderenti alla realtà, frasi brevi e affilate. I personaggi sono delineati con pochi ma decisi colpi di scalpello. Su tutti prevale il personaggio di Jack, il ragazzo che dopo aver passato praticamente tutta la sua vita dentro un carcere guarda il mondo per la prima volta a ventiquattro anni. Nei suoi primi balzi (la prima volta con una donna, la prima ubriacatura, la prima discoteca) rivediamo i tratti di alcuni personaggi che, seppur dal mondo dei libri, ci hanno fatto vedere meglio con le loro prime esperienze qualcosa della realtà che prima era sfocato. Nel ragazzo A di Trigell c'è un po' di Holden Coulfield e di Huckleberry Finn. Il giovane Holden di questo autore inglese nato nel 1974 deve fare di continuo i conti con il proprio passato e con una società che lo ha bollato come mostro. Deve riprendersi la vita che gli è stata tolta facendo affidamento solo sulle sue forze, come ha sempre fatto da quando ha messo piede per la prima volta dentro una prigione. La storia di Jack coinvolge ed emoziona il lettore fino all'ultima pagina.

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