Breathers - L'Anonima Zombie

Breathers - L'Anonima Zombie
Andrew detto Andy ha perso la vita in un incidente stradale. Ha avuto un colpo di sonno e la sua Wolkswagen Passat è uscita di strada e si è schiantata sul tronco di un albero a 70 km/h. Ma prima che passassero 48 ore dal decesso, mentre i tizi delle pompe funebri stavano imbalsamandolo, Andy si è rianimato, come è già successo a tante altre persone prima di lui nei decenni scorsi, sin dai tempi della Grande Depressione, ed è tornato a casa in versione zombie. Perché alcuni morti resuscitano e la maggior parte no? Non si sa. Non è tornata dalla morte la moglie di Andy, Rachel, che era seduta sul sedile accanto al suo e che ora gli manca da impazzire, quasi quanto gli manca sua figlia Annie, alla quale è stata nascosta la resurrezione del papà, e che ora vive da una zia materna. I genitori di Andy non hanno preso per niente bene questa imbarazzante resurrezione, e tengono il figlio – che però trattano come un ospite sgradito e sgradevole - in cantina, tentando invano di coprire la puzza di cadavere con flaconi e flaconi di deodorante e distogliendo lo sguardo dal suo corpo in putrefazione. Andy dal canto suo passa giornate intere davanti alla tv mangiucchiando e tracannando vino doc: esce solo per andare da uno psicoterapeuta che disprezza e al quale mente oziosamente, e per frequentare un gruppo d'ascolto per zombie al Soquel Community Center dove confronta la sua esperienza e i suoi travagli con altri morti viventi, tra i quali una ragazza che trova addirittura sexy, per quello che può valere, Rita. Rassegnati al progressivo disfacimento del loro corpo e a una seconda morte che promette di essere ancora più terribile della prima, i resuscitati sono sottoposti ad un coprifuoco notturno, vivono un'esistenza da reietti ed emarginati, praticamente senza diritti civili, e si tengono a debita distanza dai Breathers (così chiamano i vivi), che spesso si lasciano andare ad atti di violenza nei loro confronti, atti che per quanto odiosi nessuno punirà mai. Finché, un giorno , Andy e i suoi compagni zombie incontrano un loro simile che ha scoperto un segreto che può cambiare le carte in tavola...
La fiction sui morti viventi - o come dicono quelli bravi, sui revenant - negli anni si è conquistata, a colpi di capolavori e rovistando nelle nostre paure più profonde, la dignità di un vero e proprio sottogenere letterario e cinematografico. Ma ha sempre sofferto di una certa ripetitività: praticamente il 90% dei libri o film sul tema descrivono le avventure di uno o più esseri umani braccati da zombi affamati di carne umana, contagiosi e che ri-muoiono solo se decapitati, bruciati o disintegrati. Ogni variazione a questo cliché viene puntualmente salutata da noi aficionados - ammettiamolo, boys & girls - come una geniale innovazione, quando dovrebbe rappresentare non dico il minimo sindacale ma tutto sommato un dovere creativo. Non mi sento quindi di gridare al miracolo come ha fatto la critica anglosassone di fronte a questo Breathers - L'Anonima Zombie. L'idea portante del romanzo è rappresentata dalle rivendicazioni da parte di una popolazione di morti viventi che viene emarginata dalla società e dalla famiglia, rivendicazioni che il protagonista decide di portare avanti fino a quando un colpo di scena (un po' telefonato, a dire il vero) non lo convince a cambiare registro e a smettere di cercare un'improbabile integrazione per dedicarsi invece più coerentemente alla... predazione. Non manca qualche buco logico nella narrazione (perché gli zombie sono in giro dalla Grande Depressione, è una metafora politico-economica colpevolmente solo accennata o un caso? Possibile che nessuno zombie in quasi un secolo di segregazione e coprifuoco abbia cercato di adottare le abitudini alimentari che ben conosciamo?), il tono è scanzonato e grottesco, da commedia nerissima, ma il ritmo è decisamente troppo lento, qualche sforbiciata in fase di editing avrebbe senz'altro giovato. Interessante la venatura erotica, a metà tra romance e necrofilia.

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