Brividi sul divano

Brividi sul divano

All’inizio del 1959, la RAI manda in onda Alfred Hitchcock presenta, una nuovissima serie di telefilm nella quale a presentare le storie raccontate era nientepopodimeno che uno dei più noti registi al mondo, proprio Hitchcock. Una serie atipica fin dal concept (il regista compariva all’inizio per introdurre il tema della storia che stava per andare in onda, e alla fine per commentare in maniera sorniona quanto visto), che per la prima volta riproponeva su piccolo schermo lo stile di un maestro del grande schermo, con episodi intrisi di bizzarra ironia e suspense, piccoli gioielli che faranno la storia della tv e non solo, e che diventeranno icone nell’immaginario collettivo…

Pur essendo Alfred Hitchcock uno dei registi più famosi al mondo, e i suoi capolavori alcuni tra i film più criticamente analizzati nella storia, una parte considerevole della sua produzione, ovvero proprio quei telefilm – quasi mai diretti da lui ma sempre da lui supervisionati, avendo un controllo totale su ogni aspetto produttivo – che accrebbero in maniera esponenziale la sua notorietà rendendolo un’icona pop e che contribuirono a cristallizzare l’Hitchcock touch fino a farlo diventare una regola non scritta. La critica cinematografica è un vero e proprio genere letterario, con codifiche e modalità proprie: Balsamo e Simonelli dimostrano di conoscerle, ma di riuscire a piegarle in qualche modo per restituire al lettore, anche quello occasionale, un prezioso vademecum che riesca ad integrarli nel mondo del regista britannico riuscendo a mostrare tutti i motivi del suo successo, nonché le caratteristiche del suo cinema. Andando avanti con un canovaccio narrativo composto da tre macro aree, Brividi sul divano mette in risalto prima di tutto l’aspetto socio-culturale dei telefilm come precursori delle serie antologiche che negli anni Duemila hanno radicalmente cambiato il modo di fare tv, per passare poi ad una disamina precisa e puntuale quanto chiara ed esaustiva: il taglio accademico non viene quindi mai trascurato, ma anzi usato per traghettare il lettore verso una lettura critica più consapevole delle opere studiate.



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