C'è del marcio

C'è del marcio
Thursday Next, leader della GiurisFiction, e il comandante Bradshaw, il suo migliore agente, stanno setacciando il mondo dei libri saltando di romanzo western in romanzo western per acciuffare un minotauro fuggito da un libro-prigione fantasy. A pagina 73 di Morte al ranch della doppia x la ricerca giunge a termine, ma dopo una drammatica sparatoria e persino l'intervento di un'astronave da battaglia dell'impero zharkiano l'essere mitologico riesce ancora una volta a dileguarsi, e lascia la GiurisFiction a dover tamponare le falle nel romanzo causate dall'operazione. Per Thursday è la goccia che fa traboccare il vaso, e la sua nostalgia per il mondo reale la porta a dare le dimissioni: ha un marito che non esiste perché 'eradicato' dal tempo e non sa come farlo tornare indietro, un figlio - Friday - che parla solo in Lorem Ipsum (il finto latino dei web designer), una madre che non vede da molto tempo, l'OPS-27 che la vuole sottoporre a un procedimento disciplinare per aver abbandonato il Corpo senza preavviso, il conto in banca in profondo rosso, i capelli tagliati à la Giovanna d'Arco e un Amleto sul groppone da portarsi dietro per fargli fare un po' di vacanza... è ora di tornare a Swindon, insomma. Ma il 1988 che trova è molto diverso dal 1986 che aveva lasciato: sua madre ospita in casa Lady Hamilton (la disinibita moglie dell'ammiraglio Nelson) e Otto Bismark (con il quale flirta spudoratamente), la multinazionale Goliath sta convertendosi in culto religioso, il veggente del XIII secolo e patrono di Swindon san Zvlkx sta per risorgere, la scarsissima squadra locale di croquet è arrivata clamorosamente in finale, il cancelliere Yorrick Kaine vuole conquistare il potere assoluto, è in corso una campagna di odio razziale contro i danesi. Se aggiungiamo che Thursday Next si trova assediata dagli stalker (con regolare permesso, s'intende) e scopre ben presto che ha alle calcagna una temibile killer professionista, ecco che questo ritorno a casa appare meno idilliaco di quanto la detective letteraria non avrebbe sperato...
Un po' Monthy Python un po' Dr. Who un po' V per Vendetta, il quarto capitolo della saga di Thursday Next è un fuoco di fila di battute, gag, joke letterari che posiziona le labbra in modalità 'sorriso fisso' per tutta la durata della lettura. La trovata migliore? Il talk-show politico intitolato "Schiva la domanda" che assegna punti agli ospiti in base alla quantità di manovre dialettiche scorrette che riescono a portare a termine. Interessante la continuity interna della saga impostata da Jasper Fforde in tempo quasi reale rispetto all'uscita dei romanzi, e naturalmente non potrà non emozionare chi la segue dall'inizio l'evoluzione della storia sentimentale della protagonista con l'inatteso - e denso di sorprese, vedrete - ritorno del marito Landen. Posto che ormai la saga ha virato decisamente verso la commedia abbandonando le pur sfumate atmosfere fantascientifiche degli esordi (e per me questo non è affatto un bene), un capitolo tra i migliori.

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