C’è posto fra gli indiani

C’è posto fra gli indiani
Marcello ha esagerato con la dose, ieri sera. È un tossico metodico e parsimonioso, ma pur sempre un tossico. Il risveglio nella sua tana fra mozziconi di sigaretta, lattine di birra vuote e cartoni di pizza unti è brusco e vagamente surreale. A suonare il campanello c’è un anziano elegante che pare Michael Caine ma soprattutto c’è un cocker dal pelo fulvo e l’aria pacioccona. Che sta dicendo il vecchio? Dice che Bobo, il cane, si rifiuta di mangiare a causa di una certa situazione che ora non sta lì a spiegare, e che Marcello dovrà portarlo all’indirizzo che c’è scritto sul foglietto che l’uomo gli allunga. Tutto qua. Ma perché proprio Marcello? Perché fa il veterinario, come dice la targhetta sulla porta, e poi il vecchio proprio non ha tempo, ha un aereo da prendere fra pochissimo…
Comincia in questo modo spiazzante il romanzo di Alessio Dimartino, che ha per protagonista un uomo devastato e deluso, prossimo al suicidio. Sarà forse per l’ultimo barlume di etica professionale (anche se Marcello dice di odiare il suo lavoro di veterinario) che decide di rimandare l’atto finale e portare Bobo all’indirizzo che gli è stato consegnato. L’uomo e il cane attraversano a piedi una Roma onirica e trasfigurata, in un viaggio scandito da tappe come fosse una via crucis laica e vagamente lisergica, nel corso della quale incontrano strani personaggi, alcuni vivi, alcuni morti. Pakistani rissosi, marchettari, spacciatori, barboni saggi, amici rimpianti e vecchi amori. Eppure questo è uno di quei viaggi che arrivano fatalmente al “termine della notte”, quando il protagonista – dopo avere affrontato tutti i propri demoni – farà i conti con se stesso e deciderà se credere ancora che «uccidersi è il coraggio che scende sulla terra e si fa carne, gesto disperatamente, genuinamente umano». Il lettore, dal canto suo, oltre ad avere attraversato la notte con un uomo e un cane di cui difficilmente si dimenticherà, avrà chiarito il mistero con cui la scrittura asciutta, cinica e spietata di Dimartino lo incalza per 180 pagine.

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